• SCHEDA DELLA TESTATA
  • Testata: La Prealpina
  • Indirizzo: Viale Tamagno 13
  • Citta': 21100 varese
  • Telefono: 0332/275700
  • Fax: 0332/275630
  • Anno di fondazione: 1888
  • Direttore responsabile: Paolo Provenzi
  • Media copie tirate (2010): 38.000
  • Numero edizioni: 1
  • Formato pagine: 310x450
  • Giorni di uscita: 6 (martedì - domenica)
  • Concess. pubblicitarie nazionale: A. Manzoni
  • Estero: Publicitas
  • Locale: Prochemi
  • SCHEDA DELL'AZIENDA EDITRICE
  • Ragione sociale: La Prealpina srl
  • Indirizzo: Viale Tamagno 13
  • Citta': 21100 Varese
  • Telefono: 0332/275700
  • Fax: 0332/275630
  • Rappresentante legale: Daniela Bramati
  • Pres.te del consiglio di amm.: Roberto Babini
  • Testate edite: La Prealpina
  • Assetto proprietario: 90% SEV S.p.a. 10% RDF

La Prealpina

Quotidiano indipendente d'informazione, attualmente editato dalla società editoriale la Prealpina srl, è stato fondato il 2 dicembre 1888 a Varese da un giovane di 23 anni, Giovanni Bagaini, figlio di un pizzicagnolo e ragioniere mancato.


Dopo aver completato gli studi superiori, aveva iniziato la professione in Milano, presso "IL PUNGOLO", ove fece esperienza giornalistica e maturò l'idea di editare un periodico d'informazione nella natia Varese.


L'idea era senz'altro giusta, ma in Bagaini c'era il difetto di non possedere quattrini. Si rivolse ai tipografi Macchi e Brusa che si lasciarono convincere ad editare il settimanale "L'APE VARESINA". Il primo numero uscì il 1 Febbraio 1885, ideato e diretto da Bagaini. Ma il 24 Novembre 1888, dopo una breve esperienza, che gli fu assai utile per indagare la città, l'impresa terminò e le pubblicazioni cessarono.


Simpatie ne aveva riscosse molte, promesse non gli mancavano, gli sarebbe bastato avere a disposizione una buona tipografia, al resto, allo scrivere tutto il giornale, avrebbe pensato lui. Nacque così, il 2 dicembre 1888, con" una battuta di mano a palma a palma e una mezza bottiglia di quello buono....proprio come sul mercato del bestiame" la "Cronaca Prealpina - Gazzetta dei 3 Laghi" con cadenza bisettimanale il giovedì e la domenica - con l'obiettivo di "dar conto di fatti e fatterelli della plaga varesina, ma anche di partecipare attivamente alla promozione delle attività che avrebbero potuto far progredire la comunità locale".


Fu stabilito che la proprietà del giornale sarebbe stata divisa in parti uguali tra Bagaini e il tipografo Felice Brusa, che avrebbe pensato alla stampa e all'amministrazione.La direzione e la compilazione del giornale a Bagaini con lo stipendio di 24 lire la settimana. Utili a metà, se ce ne fossero stati, le perdite al Brusa.


La tenacia di Bagaini e la convinzione del programma che egli si era dato ("dire la verità sempre e a chiunque, usare giustizia a tutti e, per necessaria conseguenza, non essere l'emanazione assoluta di un partito o di una casta") ebbero meritato premio: la "Cronaca Prealpina", divenuta ben presto familiare ai varesini, si trasformò prima in trisettimanale e poi in quotidiano nel Dicembre 1891.


Infatti il 2 Dicembre 1891, tre anni dopo la sua fondazione, il periodico divenne quotidiano, ma fu anche il momento della separazione dall'amico Macchi, che non se la sentì di seguirlo su una strada a suo dire molto rischiosa. Senza tentennamenti Bagaini si assunse per intero la proprietà, sino a domenica 26 Novembre 1911, giorno in cui presso lo studio notarile di Luigi Zanzi, fu costituita la "SOCIETA' ANONIMA CRONACA PREALPINA", con capitale sociale di 40.000 lire, suddivise in 80 azioni da lire 500 cadauna, e circa 40 soci.


Primo giornale in Italia composto interamente con le nuove macchine Typograph, la "Cronaca Prealpina" raggiunse le 2.700 copie di vendita e diventò elemento propulsore della vita economica, sociale e culturale della città tanto che nel 1927, facendo da capofila ad autorità e rappresentanti delle associazioni locali, riuscì ad elevare Varese al rango di capoluogo di provincia. L'anno successivo nel 1928 Giovanni Bagaini, all'apice della propria carriera di giornalista e di uomo civico, fu estromesso sia dalla proprietà che dalla direzione del quotidiano.


La proprietà della testata passò alla Società Editoriale Varesina costituita il 15.3.1928 e la direzione del quotidiano venne affidata a Gino Cornali proveniente dal Corriere della Sera. Lo segue un anno dopo Mario Rivoire. Nel '30 tocca a Orsino Orsini, proveniente dall'ambiente giornalistico napoletano e grande appassionato di cinema. Nel '31 direttore è Armando Mazza. Nel '37 la responsabilità della redazione è affidata al triestino Nicolò Giani - un mistico che concepiva il fascismo come una religione - che partito volontario per la guerra, morì da eroe sul monte Tomori. Direttore dal 16 aprile '41 sino al 25 luglio '43 fu Vanni Teodorani, nipote acquisito di Mussolini avendo sposato la figlia di suo fratello Arnaldo.


Alla presidenza della Società Editoriale Varesina si susseguono invece dal '28 al '31 Carlo Gnocchi, poi Ugo Introini, Gianni Marzoli, Angelo Tuttoilmondo, Ugo Sabaini. Dal '39 al '44 fu presidente Ermenegildo Trolli, industriale calzaturiero, che nel caos successivo al 25 luglio 1943 fu costretto dagli eventi a firmare il giornale per alcuni mesi. Dal '44 al '46 fu presidente Maria Rosa Sampietro ved. Giani con vice presidente Angelo Mascioni (dal 22.10.45). La responsabilità del giornale, in questo frangente, è affidata prima a Carlo Lari e poi al comasco Angelo Luigi Arrigoni, che la conserva sino al 25 aprile '45, evitando quelle estremizzazioni che purtroppo furono comuni ad altri quotidiani.


Cambia il vento politico e muta sia la proprietà del giornale, che all'indomani della liberazione diventa organo ufficiale del CLN, sia il nome della testata - "Corriere Prealpino" -, sia la direzione che viene affidata al partigiano socialista Federigo Noè. Tornata in possesso del giornale, la Soc. Ed. Varesina, presidente Carlo Tosi dal '46 al '48, cambia la testata in "La Prealpina" la cui direzione è affidata a Mario Gandini dal '46 al '49, già cronista del giornale negli anni precedenti la guerra mondiale e mitica figura della stampa varesina. In quel periodo vengono aperte le Redazioni staccate di Busto Arsizio (1945) e Gallarate (1947). I direttori del dopoguerra sono stati: Gianfranco Bianchi sino al '57 , Gandini ancora dal '57 al '60, quindi Mario Lodi sino all'ottobre '83.


Alla presidenza della società nel '48 viene invece chiamato Achille Cattaneo, grande industriale conciario varesino - che mantenne la carica sino alla sua morte nel 1966.


Gli subentra alla presidenza della Società Editoriale Varesina l'industriale tessile bustese Stefano Ferrario, già vice presidente dal 1946. Con l'avvento in prima persona di Stefano (che mantiene la carica sino alla sua morte, avvenuta il 23 ottobre 1982) la famiglia Ferrario, praticamente da piu di sessant'anni esercita il controllo della SEV che detiene tuttora.


Stefano Ferrario è il rappresentante della classe imprenditoriale che ha saputo fare fronte ai disastri del conflitto e agire con prontezza creando i presupposti del miracolo economico. E' uomo di antichi valori, di saldi principi economici e morali: per lui l'indipendenza è fattore indispensabile e totale. "Un giornale è come una persona" ama dire: quindi deve vivere tra i suoi muri, perché non può subire nemmeno il sospetto di sudditanze psicologiche legate al posto in cui sta. Tanto meno paventare uno sfratto. Stefano Ferrario lavora quindi per acquisire una sede propria; una sede nuova, moderna, un edificio che dia immediatamente l'immagine del giornale solido, libero, indipendente. E l'11 febbraio 1969 il giornale si trasferisce nella sede che occupa tutt'oggi in via Tamagno 13 a Varese.


Ferrario prosegue poi nell'espansione e sviluppo allargando il territorio di diffusione nella provincia di Milano con l'apertura della Redazione di Legnano nel 1968 e con il potenziamento delle rubriche, sino a raggiungere un primo raddoppio delle copie vendute.


L'improvvisa scomparsa di Stefano Ferrario, nel 1982, diventa il punto nodale dell'ultimo scorcio di vita del quotidiano. Una maggior caratterizzazione manageriale a livello amministrativo e un'evoluzione tecnologica sempre più attenta crescono, infatti, di pari passo con l'insediamento nella carica di amministratore delegato dell'imprenditore Roberto Ferrario, che di Stefano Ferrario è nipote e naturale successore.


Il giornale incomincia un periodo di maturazione e di completamento, attraverso concrete esperienze, che ne arricchiscono l'informazione e la diffusione.


Dall'83 la responsabilità del giornale è affidata a Pier Fausto Vedani e dall'86 al '93 a Mino Durand, già inviato speciale e caporedattore del Corriere della Sera e con precedente esperienza di direzione all'Eco di Padova e all'Alto Adige di Bolzano.


Sempre attento alla cronaca e allo sport locali di cui ne sottolinea l'importanza con l'essenzialità di "informazione di servizio" relative alla realtà quotidiana dei cittadini. Sotto le varie direzioni che si succedono, il giornale si potenzia nell'informazione nazionale ed estera, dà voce ad opinioni e commenti di grande livello, introduce le pagine dell'economia e dello spettacolo, assume una veste grafica, pur nella tradizionalità del formato, più moderna.


La crescita è continua e in pochi anni sfiora il secondo raddoppio della tiratura, raggiungendo in talune occasioni anche record storici, attorno alle sessantamila copie.


In questo processo di ampliamento assumono notevole importanza le aperture di nuove aree di diffusione, a sud di Varese fin dentro Milano e sul territorio piemontese. Nel '93 viene aperta la Redazione di Verbania.


Sotto l'aspetto tecnologico, infatti, anche il notevole potenziamento dei macchinari di tipografia (rotativa: la più grande Rockwell Super Gazette installata in Europa, videoimpaginazione, fotocomposizione) permette l'irrobustimento della foliazione che sale a quarantotto pagine dalle trentadue precedenti, con una maggiore valorizzazione della componente fotografica e l'introduzione del colore.


Lo sviluppo prosegue con la realizzazione di una propria concessionaria di raccolta pubblicitaria, la prima in assoluto in Italia per un giornale provinciale. Nel 1982 si apre lo sportello di Legnano, seguono nell'85 Gallarate, nell'88 Busto Arsizio, nel '91 Saronno, nel '92 nuova sede di Varese e nel '94 Rho.


Il giornale esce così dallo stretto ambito locale per imporsi all'attenzione di un bacino di lettori più ampio, assumendo una piccola dimensione interregionale che diventa così patrimonio da valorizzare per il proprio futuro.


Dal '93 dirige il giornale Gigi Gervasutti, già caporedattore del Giorno di Milano, fondatore e Direttore di Brianza Oggi e de "La Nuova Gazzetta del Piemonte". Dal gennaio e fino a ottobre del 1999 è direttore Sandro Moser alla sua prima esperienza direzionale. Da novembre 1999 ritorna sulla poltrona della direzione Mino Durand che vi resterà ancora per 4 anni. Dal 24 novembre 2003 il nuovo direttore è Roberto Ferrario che, accanto alle responsabilità amministrative e societarie della SEV, prende anche la guida giornalistica della testata dopo una ventennale esperienza di supporto alla redazione.


Con lui la Prealpina oggi, forte di una presenza ultrecentenaria, rispecchia ancor più fedelmente la realtà sociale, economica e culturale della zona di diffusione. Una realtà peculiare caratterizzata da forte dinamismo imprenditoriale associata alla tradizionalità dei ritmi della vita. Il segreto del nuovo successo della testata consiste nell'essere contemporaneamente fonte minuziosa di notizie locali e testimone dei grandi fatti di cronaca e politica, nazionale e internazionale. E per realizzare ciò, Roberto Ferrario ha dato impulso alla produzione di ben quattro edizioni giornaliere (Varese, Busto-Gallarate-Saronno, Altomilanese e Verbania).


Dal 15 Luglio 2008 dirige il giornale Giancarlo Angeleri, già vicedirettore con un’esperienza trentennale nel mondo giornalistico maturate nella redazione di Prealpina.


Il 16 settembre 2011 Paolo Provenzi assume la direzione del quotidiano. Giornalista professionista da oltre 20 anni, con una formazione multimediale, ha maturato esperienza al Giorno, al Giornale di Lecco a al Giornale di Bergamo che ha diretto per 9 anni.


Nel 2011 con l’avvio di una nuova rotativa Goss Uniliver, il quotidiano cambia formato passando dal formato 340x580 al formato 310x450 con una foliazione massima di 72 pagine di cui 24 a colori. La foliazione media è di 48 pagine anche full color in un’unica edizione.


Quotidianamente il timone del giornale si compone di 6 sezioni: Attalità, Economia, Cronache locali (22 pagine), Sport, Lettere/Opinioni, Servizi


E' in edicola 6 giorni la settimana


Nel corso del 2011 viene ristrutturato il sito internet www.prealpina.it lanciando il quotidiano on line. Un nuovo mezzo di comunicazione moderno e tecnologico, ricco di contenuti multimediali e in grado di creare una n uova fonte di informazione per tutti i lettori.


Con la propria diffusione, la leadership e il proprio indice di fedeltà, La Prealpina rappresenta lo strumento insostituibile per una comunicazione diretta che può essere ancora più efficace con l’utilizzo di un media mix, carta stampata e internet, che permette di raggiungere tutte le fascie di età. La Prealpina, con una tiratura media di 32000 copie al giorno, viene diffusa in Lombardia (provincie di Varese, Como, Milano), in Piemonte (provincie di Verbania e Novara).


Gli abitanti nell'area interessata alla diffusione sono 4.300.000, di questi più di 1.506.000 sono adulti di 14 anni ed oltre. Il 73% del totale (1.102.000 adulti) conoscono La Prealpina.


Ottima dunque la sua notorietà. Infatti lo hanno letto almeno una volta in un anno in 851.000, pari al 56% degli adulti, in 30 giorni 601.000 pari al 40% degli adulti, in 7 giorni 444.000 pari al 29% degli adulti, in 193.000 lo leggono nel giorno medio pari al 13% degli adulti.


Praticamente i tre quarti dei lettori di quotidiani lo leggono almeno una volta in 30 giorni.


Anche nel breve periodo - 7 giorni - i due terzi dei lettori leggono La Prealpina, e nel giorno medio la penetrazione supera di 11 punti percentuali il Corriere della Sera, di oltre il doppio Il Giorno.


L'impressione generale è che la lettura de La Prealpina sia una lettura di base mentre quella del quotidiano nazionale una lettura aggiuntiva piuttosto che alternativa, perché riesce a soddisfare le aspettative dei lettori per l'informazione internazionale e nazionale e le esigenze d'informazione locale, che unitamente ad un giusto equilibrio di forma e contenuti costituiscono il vero punto di forza.


Quindi La Prealpina risulta essere la testata leader - con 189.000 lettori - nel giorno medio, seguono il Corriere della Sera e con un maggior distacco Il Giorno e La Repubblica.


Confrontando i lettori (189.000) con la diffusione media (32.000 copie al giorno), risulta che ogni copia del giornale è letta mediamente da più di 6 persone. Si tratta di un dato molto elevato rispetto alla media nazionale, ma che è giustificato dalla presenza del quotidiano in tutti gli esercizi pubblici.


I lettori sono più della metà uomini (55%); il 40% ha da 14 a 34 anni; il 36% da 35 a 54 anni e il 24% ha 55 anni e più.


Quanto al grado di istruzione risulta che il 40% ha una istruzione superiore (laurea o diploma), il 36% diploma di scuola media inferiore e il 24% licenza elementare.


Il 35% appartiene a ceti medi e superiori: imprenditori, dirigenti, liberi professionisti, commercianti, artigiani, impiegati, insegnanti. Il 16% ai ceti operai; e il 49% è in condizione non professionale (studenti, casalinghe, pensionati).


Il profilo dei lettori de La Prealpina è quindi più qualificato rispetto al profilo medio della popolazione residente nella zona.


Basti pensare che solo il 4% dei residenti in Lombardia è laureato, che il 23% ha un diploma di scuola media superiore e che solo il 30% degli adulti appartiene ai ceti professionali superiori e medi.


Il lettore di Prealpina è un adulto con preparazione culturale e possibilità economiche superiori alla media, svolge professioni impegnative e prestigiose oltre a ricoprire ruoli di alta responsabilità e di opinion leader nella società.


E' un lettore al passo con i tempi. Interessato alla comunicazione e sensibile agli stimoli del mondo dei consumi. Un lettore che ha una relazione forte e positiva con il suo giornale locale. Infatti il 55% legge La Prealpina da più di 10 anni, il 14% da 6 a 10 anni, il 25% da 2 a 5 anni e solo il 6% da più di 1 anno.