STRADE DEL VIZIO
Patto per cacciare le lucciole
Summit dal prefetto, si prepara una task force. Don Luca Sorce: «A Beata scenario triste»
BUSTO ARSIZIO L’assessore alla sicurezza Max Rogora è tornato rincuorato dall’incontro varesino avuto, il 3 maggio, con il prefetto Giorgio Zanzi. Un summit, effettuato assieme al comandante dei vigili Claudio Vegetti, che ha toccato tanti aspetti legati alla necessità di trasmettere più tranquillità al territorio e ai suoi cittadini, ma che si è concentrato su un nodo particolare, quello cioè della prostituzione esplosa a livelli mai visti lungo la statale del Sempione. Un problema e una preoccupazione che anche i vertici comunali di Gallarate hanno fatto giungere alla prefettura, confermando che qualcosa di importante bisogna farlo per stroncare il meretricio in zona.
Dalla riunione è dunque emerso che a brevissimo la polizia locale, i carabinieri e la polizia di Stato stenderanno una serie di interventi organici per provare a debellare il fenomeno. Qualcosa, insomma, che vada al di là delle semplici multe ai clienti delle ragazze, sanzionati con la “scusa” dell’intralcio alla circolazione.
Non che non si sia fatto nulla su questo fronte, anzi solo lo scorso settembre venne portata a conclusione un’operazione mirata al traffico di nigeriane per portarle in Italia (in particolare a Busto Arsizio) a battere sulle strade locali, denunciando la bellezza di diciotto persone. Ma quell’intervento ha solo ridotto la presenza per qualche mese, prima che tutto tornasse come prima, anzi peggio, con un incremento numerico impressionante. Perché oggi lo scenario notturno del Sempione offre in certi momenti anche trenta prostitute schierate lungo la carreggiata a vendersi, con le ragazze africane affiancate anche da qualche recente presenza proveniente dall’Est. Come a dire che il mercato del sesso a pagamento si sta espandendo, probabilmente gestito da più attori.
A Beata Giuliana il problema è molto sentito. «Il fatto - spiega don Luca Sorce, sacerdote del quartiere - è che non si tratta di una criticità facile da affrontare, a meno che non si voglia piazzare ogni sera le forze dell’ordine sul Sempione e far sì che le ragazze si spostino di tre chilometri». E conclude: «Questo certamente è uno degli elementi che fa piombare il nostro rione nel degrado e, quando si vedono queste giovani costrette a prostituirsi, si prova un’enorme tristezza».
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