Nuovo nucleare? Noi proponiamo Euratom
di FEDERICO BIANCHESSI
Ci piacerebbe che Varese facesse davvero parlare lItalia in questa campagna elettorale. Ma in termini seri, non con il sarcasmo oltraggioso di cui si è avvalsa la trasmissione "LInfedele" di Gad Lerner. Perché Varese non è lIrpinia: non occupa il potere, non ne approfitta, non semina clientele e non sperpera. E non fa barricate per dire no agli inceneritori. Varese non supplica sovvenzioni per imprese di cartapesta e non difende cattedrali nel deserto. Chiede solo strumenti idonei per fare quel che fa da decenni: lavorare. Lavorare anche per arricchire gli altri italiani, come da sempre fa anche il resto della Lombardia. Strumenti di lavoro: come lhub. E aggiungiamo allora, qui, sotto forma di umile proposta: anche con una centrale nucleare. Sì, ecco la nostra idea: che da Varese parta una coraggiosa autocandidatura a ospitare la prima nuova centrale nucleare italiana del dopo "balck out". Qui? Sì: se non qui, dove? Cè Ispra, cè la competenza scientifica dellex Euratom, cè anche la capacità tecnica di trattrare le scorie. E cè un territorio che per produrre ricchezza deve consumare molta energia. Spesso importata a caro prezzo dalla Svizzera o dalla Francia. E dunque Varese si alzi, faccia sentire la propria voce e proponga ai candidati premier questo patto in nome dello sviluppo del Paese: moratoria di tre anni allhub in cambio della disponibilità a ospitare un reattore. Chernobyl è un incubo sepolto nel passato, ovunque loccidente - e loriente industrializzato - trovano oggi nellatomo la sola realistica alternativa al petrolio. Ecco una questione per la quale ci piacerebbe che lItalia parlasse di Varese da qui al 13 aprile. Qualche voce "bosina" se la sente di far propria questa semplice proposta? Poi vedremo chi e cosa ci risponderanno.