Walter, lisola
che non cè
La differenza tra il parlare del Pdl e quello del Pd appare a prima vista. Il Pdl si presenta come sintesi delle cose da fare, il Pd come sintesi delle culture.
Berlusconi osa persino parlare di una cosa inaudita, dell'ingresso dell'Italia nel nucleare. Eravamo ai vertici delle conoscenze della nuova energia, quando uno sciagurato referendum ci spinse alla decisione di chiudere la via al nucleare e a dissipare quindi tutti i livelli di competenza che avevamo raggiunto. Da allora, la nostra dipendenza energetica è salita a un livello di rischio sempre maggiore: e certo l'energia eolica e solare cui si affida la sinistra, non rappresenta nulla rispetto alla nostra domanda di energia. Il Popolo della libertà si presenta come sintesi delle regioni, del nord e del sud, ponendo la compatibilità delle diverse esigenze come un problema comune da ambedue. E fonda quindi, nella forma oggi possibile, l'unità nazionale. Questo corrisponde al linguaggio attuale degli elettori, che non si interessano tanto al rapporto laici cattolici, quanto alla loro vita concreta e al futuro del sistema paese da cui dipendono le sorti di ciascuno. Ci vuole coraggio a governare oggi, quando l'economia trainante di sempre, gli Stati Uniti, è alle porte della recessione. E il sistema paese europeo più a rischio è proprio il nostro.
Veltroni invece si diverte alle sintesi culturali, a mettere insieme le diverse storie. Insomma a costituire ancora un'ideologia ma, questa volta fatta con le toppe, con i residui del Novecento: un costume di arlecchino stinto e strappato. L'unica cosa richiesta è che le diverse culture dialoghino tra di loro. Veltroni è il garante e il regista della libera discussione che sembra andare all'infinito. Perché i teodem, che sono la vera rappresentanza cattolica nel Partito democratico discuteranno all'infinito con i radicali, e i radicali con i teodem. Che cosa facciano in questo dialogo infinito i democristiani di sinistra di Marini e di Fioroni non si capisce. I tempi della democrazia cristiana, quando i democristiani cedevano alle tesi laiche per garantire la democrazia della pressione comunista, sono finiti. Ed è stato Andrea Riccardi, fondatore della compagnia di Sant'Egidio a spiegare ai cattolici del Pd che la cultura di Scoppola e di Alberigo non esiste più e che la Chiesa è quella di Giovanni Paolo II. I temi cattolici non sono più la democrazia, ma la famiglia e la vita. Veltroni compone le liste come un incastro di culture diverse, l'una opposta all'altra che si adattano l'una all'altra esattamente attraverso le loro contrapposizioni. Il Pd potrà contare sull'aiuto del governo e della struttura organizzativa della sinistra, ma quello che fa Veltroni è un segno nell'aria, è l'isola che non c'è.
di GIANNI BAGET BOZZO