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giovedì 09 settembre 2010
 
 
 
 

 
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Edizione: La Prealpina Varese Sezione: PRIMA

Periodicità: da martedì a domenica 29/02/2008
 
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Lo stato etico non deve essere votato
L’OPINIONE

di GIUSEPPE STRAZZI
Nelle idee di questa campagna elettorale che emergono in maniera subdola vi è la questione tra politica ed etica. I partiti che si ispirano all'etica cristiana stanno scagliandosi contro il radicalismo dentro il PD. La sinistra sta rivendicando un'autonomia della politica dalle ingerenze religiose. Il timore è che possa uscirne uno Stato etico di hegeliana memoria.
Ora, bisogna porre l'accento su due istanze che sono il valore della persona e del bene comune dentro il recinto dell'azione politica. Il valore persona è vitale quando la dimensione statalista tende ad annullare l'individuo. Il bene comune è basilare quando la dimensione individualista tende a produrre il particolarismo. In questa ottica, si pone il problema del pluralismo che correla la persona al bene comune. Da qui la rivendicazione del carattere umanistico della politica, dell'economia e del diritto. La duplice vocazione dei cattolici consiste da una parte nel denunciare il fariseismo sotto i buoni sentimenti e dall'altra scoprire la verità in ogni luogo. L'istanza umanistica della politica e dell'economia consiste nel riconoscere come fine la dignità della persona rispetto alla quale potere e profitto sono secondari. In questa prospettiva occorre avere bene chiaro che lo Stato è per l'uomo, non l'uomo per lo Stato. Ecco il problema della democrazia politica, la quale deve essere coniugata con una democrazia "economica": soltanto su questa base organica può essere reintegrata la legittima autorità dello Stato, il quale si deve configurare come uno Stato articolato al servizio di una società pluralista. Gli elettori che sono il popolo devono sapere interpretare tra i vari messaggi programmatici dei partiti le contrapposizioni tra il votare una visione che va verso una supremazia dell'etica sulla politica e viceversa della politica sull'etica. Il compito dev'essere quello di combattere le molteplici forme di spersonalizzazione dell'uomo con un "ottimismo tragico" che si oppone tanto "all'ottimismo ingenuo" della borghesia in fase ascendente quanto all'irrazionalismo scettico della borghesia decadente.

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