Il sindaco è caduto, o forse no
Dimissioni di massa dopo dodici giorni ma la prefettura sta indagando
di ROSI BRANDI
Nonostante sia sede di due Santuari e vi abbiano vissuto ben due Beati la città di Saronno pare non subirne i benefici influssi. Qui regna il caos. Ieri per esempio doveva essere il giorno della vendetta di PdL, Udc e Lega Nord contro il sindaco del centrosinistra Luciano Porro eletto solo dodici giorni fa: dimissioni di 16 consiglieri e conseguente caduta del primo cittadino. Lui però non è caduto, idealmente sì ma formalmente no. La prefettura sta verificando la validità delle firme protocollate, poiché solo due consiglieri del PdL si sono presentati in municipio con il documento autografato dai compagni di partito. Il fatto che ciò fosse avvenuto poco prima davanti a un notaio poco importa: chi presenta le firme a nome di altri deve essere delegato. Se laccertamento disposto dal prefetto Simonetta Vaccari dovesse confermare il vizio di forma, dunque, davanti alla legge Porro continuerà a essere il sindaco di Saronno. Fino alla prossima puntata.
Le elezioni erano iniziate sotto una cattiva stella: il 6 giugno, a poche ore dallapertura dei seggi, fu necessario ristampare oltre 30mila schede. Poi il centrodestra conquistò la maggioranza del consiglio comunale ma non il sindaco. Impresa in cui riuscì il centrosinistra al ballottaggio di due settimane dopo, lasciando il sindaco nella fossa dei leoni. Così maldestri, però, da non essere riusciti a sbranarlo.
Brandi, Raimondi e Saibene
in Saronno