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giovedì 09 settembre 2010
 
 
 
 

 
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Edizione: La Prealpina Varese Sezione: PRIMA

Periodicità: da martedì a domenica 09/02/2010
 
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Saremo tutti sgarlarud?
L’ENIGMA

Egregio direttore,
rispondo al Sig. Luini su quanto scrive sul n.28 del 3.2.c.a. e vorrei precisare: "Rüd" deriva dal latino rudus (ruderi/rovine). Le famiglie contadine del gallaratese, utilizzavano un angolo della proprietà il più delle volte "dadre' la topia" (dietro il pergolato dell'uva) per accumulare gli scarti vegetali. Oggi utilizziamo la compostiera. La decomposizione di questi scarti permetteva il formarsi di humus, batteri muffe, coadiuvati da lombrichi ed altri esseri trasformatori. Il tutto veniva poi utilizzato per migliorare la fertilità di orti, giardini e terreni agricoli. Le galline, razzolando liberamente nelle aie, orti, giardini, finivano volutamente a "sgarla' ul rüd" (scarificare - incidere - raspare) la letamaia (rüdéra o rüéra), dove potevano nutrirsi di lombrichi. Maiali ed altri animali venivano nutriti con altro. Lo sterco è altra cosa! A tal proposito ho di fronte l'immagine di persone che all'esterno dei supermercati cercano nei conteiners degli scarti tutto ciò che può essere ancora utilizzato e mangiato. Visto la situazione economica diventeremo tutti dei sgarlarüd?
Jvana Piotti Dejana - GALLARATE

LATERALE-ALTO