«Erano sordi, si sono diplomati con l8»
Sandro Burdo lascia lospedale di Varese. A Prealpina confida i suoi rammarichi
di BARBARA ZANETTI
Varese è entrata nel gotha dell'audiovestibologia internazionale grazie al medico dell'«orecchio bionico», il dottor Sandro Burdo. Da domani il chirurgo, dopo cinque lustri di attività, lascia l'ospedale di Circolo di Varese ma non la sua passione nel ridare la possibilità di sentire a chi non può farlo. Se ne va, dunque, ma non uscirà definitivamente dalle sale operatorie e dagli ambulatori italiani ed esteri o dalle aule universitarie. Con l'obiettivo di restituire una vita non immersa nel silenzio a chi è sordo. "Lascio l'ospedale di Varese, non la professione", dice Burdo. "Continuerò il mio impegno con l'attività ambulatoriale varesina e con l'attività chirurgica e di consulenza ovunque mi saranno richieste". La più grande recente soddisfazione? "Il fatto che i nostri primi giovanissimi pazienti abbiano affrontato un percorso scolastico brillante e quest'anno abbiano terminato la terza media, in 24, con la media dell'8, davvero bravi". La delusione è il progetto, per ora tramontato, di realizzare l'Istituto europeo di audiologia proprio in città. "Sono convinto che la classe dirigente della sanità non fosse ancora pronta per un progetto del genere", si rammarica il medico.
CONTINUA A PAGINA 3