IN PROVINCIA
Più donne negli uffici postali del Varesotto
Nelle filiali le lavoratrici sono il 68%
Nel Varesotto, più della metà del personale degli uffici postali è al femminile: a segnalarlo è appunto Poste Italiane, dichiarando che, più nello specifico, le proprie filiali in provincia vedono il 68% di donne fra i dipendenti. Un dato leggermente superiore alla media lombarda, pari al 66%, e di poco inferiore al “primato” detenuto dalla provincia di Sondrio, in cui si arriva al 70% di occupazione femminile presso le sedi di Poste. Il territorio che fa capo a Varese risulta al secondo posto in questa “classifica”, sullo sfondo di una Lombardia in cui gli uffici gestiti donne sono circa 570, il 40% del totale regionale. E, tra questi, sono 29 quelli presenti sul territorio provinciale.
Ruolo strategico
Poste Italiane sottolinea di aver dato spazio fin dalla propria nascita all’occupazione femminile: «Il ruolo della donna, inizialmente legato soprattutto all’innovazione tecnologica del telegrafo, è cresciuto nel tempo. Oggi le donne rivestono un ruolo strategico». È il caso, fra gli altri, di Antonietta Marrone, responsabile commerciale per la filiale di Busto Arsizio, che racconta il suo lavoro: «Per coordinare una squadra di circa 20 funzionari commerciali è necessario darsi obiettivi sfidanti e saper motivare le persone», spiega Marrone, che per posizioni di responsabilità come la sua ritiene «fondamentale» anche «essere umili e rispettosi con i colleghi, per ottenere a propria volta rispetto e avere la giusta autorevolezza quando si interagisce».
La capacità di comprendersi
E poi c’è l’ultimo «ingrediente», vale a dire «la generosità emotiva, la capacità di comprendersi e aiutarsi a vicenda anche nei momenti più complessi». Parla di «empatia» anche Mariangela Gatto, consulente finanziaria a Solbiate Olona, che descrive il suo incarico come un «rapporto di fiducia con le persone», costruito su «capacità di ascolto» e quell’intelligenza emotiva che spesso «noi donne riusciamo a mettere in campo con i clienti». Sono queste «le nostre armi vincenti quotidiane», dice Gatto, aggiungendo che «Poste ha sempre creduto nelle mie capacità, e io ho sempre colto le opportunità che si sono presentate sulla mia strada».
Top Employers
È di interesse, in questo senso, la certificazione “Top Employers” ricevuta dall’azienda anche nel 2026, per il settimo anno consecutivo: Poste Italiane rimane tra le imprese – selezionate in tutto il mondo – che si sono distinte per le migliori politiche di gestione delle risorse umane; il Top Employers Institute riconosce una cultura organizzativa orientata alla partecipazione, all’innovazione e alla creazione di valore condiviso. L’anno scorso, Poste si riconfermava anche all’interno dell’indice “Euronext Equileap Gender Equality Eurozone 100”, rientrando fra le prime 100 aziende in Europa impegnate a migliorare la parità di genere.
Il 38% di donne portalettere
Oltre alle percentuali relative agli uffici postali, fanno riflettere quelle sulla consegna porta a porta di corrispondenza e pacchi: la media lombarda conta un 38% di donne nell’esercito di portalettere, mentre la provincia di Varese la supera con un dato del 42%. Anche su questo fronte, come su quello degli uffici, è Sondrio a detenere il primato (47%), seguita da Cremona (44%) e Mantova (43%), lasciando il Varesotto all’interno della “top 5” regionale dell’occupazione femminile fra i corrieri di Poste. Numeri che danno un senso all’iniziativa organizzata per oggi: una cartolina filatelica dedicata all’8 Marzo , disponibile negli uffici postali a uno sportello apposito.
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