IL MISTERO
Ada e Orietta: prova Dna
Le tracce emerse saranno comparate col profilo genetico dell’uomo che si è autoaccusato dei due omicidi
C’è un tassello in più nel mosaico che compone i cold case di cui si stanno occupando il pubblico ministero Raffaella Zappatini e i carabinieri della Compagnia di Gallarate: in mano agli inquirenti, nonostante i decenni trascorsi dagli omicidi di Ada Budelli e Orietta Poppi, ci sarebbero significative tracce di Dna, comunque reperite grazie a sofisticate analisi effettuate in questi giorni.
A breve verranno comparate con il profilo genetico dell’uomo che nelle scorse settimane si è autoaccusato dei due barbari delitti commessi nel 1971 e nel 1981. Bisognerà però prima attendere che il sestese si riprenda da un incidente avuto lunedì 9 giugno, vicino a Borgomanero, mentre pedalava completamente ubriaco. Romano Cardamone è ricoverato in ospedale con fratture multiple, al momento quindi è "fuori gioco". Ma è solo questione di tempo.
Stando a quanto emerso finora, Cardamone avrebbe confessato le proprie responsabilità direttamente al capitano dell’Arma Michele Lastella, nel corso di una nottata passata in caserma a causa dell’abuso di alcol.
Il cinquantottenne girava per Sesto Calende infastidendo e molestando clienti di locali e gente che passeggiava in centro e lo faceva in modo così pressante da dover richiedere l’intervento di una pattuglia. Al cospetto dei militari, avrebbe rotto gli argini, accollandosi l’assassinio di Ada e Orietta.
Se così fosse, gli investigatori si troverebbero innanzi a un serial killer, peraltro già condannato per omicidio. Nel 1999, infatti Cardamone ammazzò il collega Francesco Caruso, cinquantaduenne con cui lavorava in una fonderia di Somma Lombardo.
L’operaio venne ritrovato con la gola squarciata il 5 luglio del ’99 nel canale Regina Elena, a Varallo Pombia, in provincia di Novara.
Cardamone (che era già noto alle forze dell’ordine per atti osceni, oltraggio e reati contro il patrimonio) il sabato precedente partì in auto assieme a Caruso per raggiungere una zona sul Ticino frequentata da prostitute.
Improvvisamente tra i due scoppiò una violenta lite, durante la quale Romano Cardamone estrasse un coltellino e colpì Francesco Caruso e poi lo scaraventò ancora vivo, nel canale piemontese.
Il tribunale, a dicembre del 2000, gli inflisse dieci anni e otto mesi di reclusione.
Ora si tratterà di stabilire se sia solo un mitomane o se davvero Ada e Orietta furono vittime della sua furia omicida.
Ada Budelli, sarta di trentatré anni, venne violentata e soffocata in una nebbiosa sera di dicembre del 1971, appena uscita dal lavoro. Il suo corpo venne ritrovato in un campo di granoturco nella frazione dell’Oca.
L’assassino le fece ingoiare il terriccio per impedirle di urlare, lo fece dopo averla aggredita e stuprata. La vicenda di Orietta Poppi risultò addirittura ancor più misteriosa. La sessantacinquenne scomparve la mattina del 12 ottobre 1981. Era uscita di casa per andare al centro medico di via Rosselli e da quel momento nessuno ebbe più notizie di lei. Come risucchiata in un buco nero.
Gli appelli della famiglia risultarono vani, così come le massicce ricerche dei soccorritori. Solo alcune settimane più tardi il cadavere di Orietta venne scoperto in avanzato stato di decomposizione. Nessun dubbio dall’autopsia: la pensionata non morì per cause naturali, qualcuno le tolse la vita crudelmente.
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