ROMA
Altroconsumo, aumenti autostrade 10-20 cent ma le tariffe sono già elevate
(ANSA) - ROMA, 14 GEN - Sono entrate in vigore dal 1° gennaio
2026 le nuove tariffe dei pedaggi autostradali, adeguate
all'inflazione con un aumento medio (comunicato dal ministero
dei Trasporti) dell'1,5%, pari proprio all'indice di inflazione
programmata per l'anno appena cominciato.
In questi giorni - spiega Altroconsumo - abbiamo quindi
analizzato 38 tratte significative della rete italiana e la
nostra indagine restituisce un quadro articolato: i rincari ci
sono, ma non sono uniformi e colpiscono in modo diverso a
seconda delle aree e delle tratte considerate. L'aumento medio
rilevato è dell'1,1%, un dato che può apparire contenuto, ma che
va letto tenendo conto di tariffe già elevate e dell'uso
frequente dell'autostrada da parte di pendolari e lavoratori.
Aumenti diffusi, ma importi spesso contenuti: nella maggior
parte dei casi rilevati gli aumenti si traducono in 10 o 20
centesimi in più a tratta. È il caso, ad esempio, di
collegamenti molto utilizzati nel Nord Italia come
Dalmine-Milano Est, Bergamo-Milano Est o Trento Nord-Bolzano
Sud, dove i rincari percentuali superano il 2%. Anche sulla
tratta Agrate Brianza-Milano (A4) l'aumento percentuale risulta
più elevato, ma va letto con cautela: si tratta infatti di un
collegamento molto breve, dove un incremento di 10 centesimi -
su prezzi arrotondati al decimo - produce automaticamente una
variazione percentuale più marcata, senza che questo rappresenti
un aggravio particolarmente significativo in valore assoluto. La
lettura, però, diventa più interessante se si considera chi sono
gli abituali frequentatori di quel tratto: i pendolari sui quali
quell'importo pesa di più vista la frequenza con cui percorrono
quell'autostrada.
Il vero impatto per chi viaggia ogni giorno: il problema,
infatti, emerge soprattutto nel medio-lungo periodo. Dieci o
venti centesimi in più possono sembrare trascurabili se
considerati singolarmente, ma diventano un costo rilevante su
base annua per chi utilizza l'autostrada quotidianamente.
Pendolari, lavoratori e piccoli operatori economici si trovano
così a fare i conti con una spesa complessiva più alta, spesso
senza reali alternative di trasporto pubblico efficienti,
soprattutto su alcune direttrici extraurbane. (ANSA).
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