IL TECNICO OLANDESE
Varese contro Roijakkers: la causa legale
Perché e come l’OJM ha sollevato la contestazione al coach della salvezza dopo l’esonero
La Pallacanestro Varese ha fatto la prima mossa nella battaglia legale nei confronti di Johan Roijakkers. Il rapporto tra la società e il tecnico olandese, esonerato la mattina del 14 aprile, è divenuto oggetto di un contenzioso legale, contestando al tecnico della rimonta salvezza OJM un comportamento non in linea con i valori del club. La procedura seguita dai legali biancorossi è quella prevista dal contratto collettivo degli allenatori professionisti secondo l’accordo tra la Lega Basket e l’associazione sindacale USAP.
L’ITER LEGALE
La contestazione è stata sollevata entro il termine dei 20 giorni dalla data dell’accaduto al 13 aprile, le controdeduzioni da parte di Roijakkers sono state inviate nei 5 giorni successivi al ricevimento del provvedimento. Ora la Pallacanestro Varese delibererà nei prossimi giorni la sanzione con un termine di 20 giorni per la comunicazione al coach. Seguendo le regole della giustizia sportiva italiana, Roijakkers potrà presentare ricorso presso la Commissione Permanente di Conciliazione ed Arbitrato, organismo composto da 3 giudici nominati da Lega Basket e USAP. In questo caso ci sarà prima un tentativo di conciliazione tra le parti: se l’esito dovesse essere negativo si ricorrerà all’arbitrato. Oppure rivolgersi al tribunale internazionale della FIBA, ossia il Basketball Arbitration Tribunal con sede a Ginevra, che giudicherà la vicenda.
VIBRANTI REPRIMENDE
Ma quali sono le contestazioni che l’OJM può elevare a Roijakkers? Il “casus belli” sarebbero le parole rivolte dal coach olandese a Justin Reyes nel corso del match del 13 aprile contro Trieste. Le vibranti “reprimende” dopo il cambio a metà del secondo quarto sono state udite da tanti spettatori del parterre, secondo l’accusa l’ex tecnico del Bamberg avrebbe rincarato la dose in spogliatoio durante l’intervallo («Ha superato una linea che in nessun modo andava oltrepassata» le spiegazioni del g.m. Michael Arcieri al momento dell’esonero).
LICENZIAMENTO O SANZIONE
Un episodio tale da richiedere un eventuale licenziamento per giusta causa? Toccherà ai giudici stabilire se il comportamento di Roijakkers rientra tra quelli dei licenziamenti disciplinari che ledono il rapporto fiduciario da codice civile, vista che nessuna casistica prevista dal contratto collettivo (doping, frode sportiva, più di 10 giornate di squalifica, infortunio o malattia per colpa) è applicabile al caso in oggetto. Oppure è un comportamento sanzionabile con una multa, secondo quanto previsto dall’articolo 24 del contratto collettivo, che in tal caso prevede diverse formule - dalla sanzione pecuniaria semplice per un centesimo del contratto al massimo del doppio previsto – ossia il 4 per 100 – in caso di dolo o colpa grave.
IL PRECEDENTE
Di fatto ciò che accadde quando Varese seguì la stessa procedura con Attilio Caja dopo il suo esonero del settembre 2021, e la CPCA sanzionò il coach pavese con 500 euro di multa. Di fatto la vicenda andrà per le lunghe: settimane seguendo il cammino italiano, mesi se si sceglierà il tribunale FIBA.
IL TECNICO È IN CITTÀ
Nel frattempo Roijakkers è ancora in città – si è palesato ogni tanto al Campus – visto che anche in caso di esonero tutti gli obblighi contrattuali (stipendio e benefit, dall’alloggio all’auto) restano in carico alla Pallacanestro Varese fino ad eventuale transazione dell’accordo che scade il 30 giugno 2023. O alla risoluzione stabilità dai giudici.
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