LA CRITICITA’
Il percorso a ostacoli lungo i marciapiedi di Busto
Buche e avvallamenti dal centro alla periferia: situazioni di pericolo, numerose le segnalazioni
Buche e avvallamenti un po’ ovunque: i marciapiedi, a Busto Arsizio, sono un percorso a ostacoli. Con rischi reali per chi li utilizza, in particolare per gli anziani. Non esistono distinzioni fra centro e periferie: il problema è diffuso ovunque. Non che l’amministrazione comunale non ne sia consapevole, o stia con le mani in mano: periodicamente vengono stanziate somme, anche importanti, per i ripristini. Ma sistemare tutti i marciapiedi di una città estesa come Busto non è semplice, e così fioccano lamentele e segnalazioni.
Le segnalazioni
Abbiamo documentato fotograficamente le ultime che ci sono arrivate, relative anche a strade piuttosto centrali. Come via Mazzini, dove l’asfalto si presenta tutt’altro che uniforme, creando buche e piccoli avvallamenti. All’angolo con via Einaudi il marciapiede è letteralmente a pezzi: poggiare male il piede e prendere una storta non è un’eventualità così remota. Fessure e avvallamenti si notano pure in via Daniele Crespi e in piazza Trento e Trieste, proprio davanti all’ingresso della sede distaccata del liceo “Crespi”. Uscendo dal centro, in direzione della piazza del mercato, è malmesso anche il marciapiede di viale Piemonte, addirittura forato (anche qui, mettere giù male il piede è un attimo). L’elenco, ovviamente, potrebbe essere molto più lungo, soprattutto se ci si sposta nelle aree più periferiche. Va da sé che non si tratta di una mera questione estetica (che pure non è da sottovalutare): su un marciapiede sconnesso il rischio di inciampare è elevato.
L’illuminazione non aiuta
Soprattutto se aggiungiamo il fatto che, in molte strade cittadine, l’illuminazione risulta ancora carente. Il mix “buche più buio” costituisce un pericolo di cui sarebbe molto meglio fare a meno, soprattutto quando gli utenti dei marciapiedi sono soggetti fragili, come anziani o persone in carrozzina. Questi ultimi hanno più volte denunciato grosse difficoltà negli spostamenti, vuoi per le condizioni precarie (se non dissestate) dell’asfalto, vuoi per le radici delle piante che quasi fuoriescono dal suolo. Eventuali cadute (ne sono già capitate) comportano, si capisce, costi sociali non indifferenti, in particolare – ancora una volta – quando le vittime sono persone di una certa età: se un giovane riesce – in genere - a contenere i danni, un anziano rischia seriamente di rompersi il femore o riportare altri tipi di fratture. Con l’inevitabile peggioramento della qualità della vita. Ma anche senza arrivare a questi casi estremi – comunque non così rari – i marciapiedi dissestati rappresentano un problema anche per le mamme che conducono un passeggino, per non parlare (lo abbiamo già detto) di chi per una disabilità deve spostarsi in sedia a rotelle. Se rendere lisci e perfetti tutti i marciapiedi è oggettivamente un’impresa ardua, sarebbe fondamentale perlomeno sistemare quelli ridotti in condizioni più critiche. Per evitare guai peggiori.
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