DENATALITA’ E FUTURO
«Specie umana verso l’estinzione»: l’allarme di Cottarelli
Incontro a Busto Arsizio su demografia e lavoro. L’economista: «Il tasso di crescita della nostra economia variabile cruciale»
«Andando avanti di questo passo, tra poche generazioni si estinguerà la specie umana». Non avrebbe potuto essere più esplicito il professor Carlo Cottarelli , intervenuto ieri sera - giovedì 16 aprile – all’incontro organizzato dall’associazione culturale Area Giovani di Castellanza in una gremita aula magna dell’ITE Tosi. Il tema dell’evento era “Demografia e lavoro: nuove sfide per un Paese che invecchia”, e in effetti i numeri snocciolati dai relatori nel corso della serata sono eloquenti: «Nel 2025, in Italia, sono nati solo 355.000 bambini, siamo ai minimi storici» l’allarme lanciato dall’imprenditore Michele Tronconi, autore del libro “Demografia e destino”. Le conseguenze sull’economia sono sensibili, «dalla crescita del rapporto debito/Pil alla spesa pubblica per le pensioni, che tra qualche anno toccherà il 17%» avverte Tronconi.
I rimedi
Come rimediare? Le proposte possono essere molte, ma per il professor Carlo Cottarelli «la variabile cruciale è il tasso di crescita della nostra economia. L’Italia cresce dello zero virgola, e questo significa creare pochi posti di lavori. Negli ultimi dieci anni abbiamo perso 30 mila giovani, emigrati negli stati dove si cresce più».
Il noto economista (al quale nel 2018 il presidente Mattarella aveva affidato l’incarico di formare un governo tecnico provvisorio) ha portato l’esempio della Spagna, «che pur avendo una demografia simile alla nostra, è riuscita a creare un flusso regolare di migranti» sottolinea Cottarelli. Il paese iberico, in altri termini, è riuscito ad essere ben più attrattivo dell’Italia, grazie a una minor pressione fiscale, una burocrazia meno asfissiante e costi inferiori dell’energia elettrica.
I giovani e le opportunità
Il dibattito moderato dal direttore de “La Prealpina” Silvestro Pascarella è stato animato anche dagli interventi di Pietro Conti (presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Varese) e del professor Andrea Venegoni, docente di Economia alla Liuc di Castellanza. Se, per Conti, la sfida consiste «nell’attrarre e trattenere i giovani sul territorio, trasmettendo loro la cultura d’impresa», Venegoni ha evidenziato anche le opportunità create dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale: «Siamo alla quinta rivoluzione tecnologica, e le precedenti 4 hanno creato più posti di lavoro di quanti ne abbiano eliminati. Bisogna avere capacità di adattamento, e in questo senso possono essere determinanti le soft skills».
Le nuove sfide
Certo, il contesto geopolitico non aiuta: «Speriamo di potercelo costruire un futuro, visto che siamo nelle mani di matti – ha tirato le fila il professor Cottarelli -. Di sicuro, come europei, dobbiamo cercare di affrontare le nuove sfide tutti insieme. Ci sono quattro province della Cina che da sole sono più grandi della Germania. Se non stiamo uniti, tutte le decisioni importanti verranno prese fuori dall’Europa».
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