DAMA SPA
«Caporalato»: indagato il patròn di Paul&Shark
L'imprenditore, cognato di Fontana, al centro di un'indagine della Procura di Milano
Andrea Dini, cognato del presidente della Lombardia Attilio Fontana, in qualità di amministratore delegato della “Dama Spa” è indagato dalla Procura di Milano nell’ambito di una indagine per caporalato. Lo si legge nell’atto con cui è stata disposto dal pm Paolo Storari il controllo giudiziario della stessa Dama e di “Aspesi”, noto marchio della moda.
Le due griffe della moda di lusso accusate di aver adottato una «modalità di produzione (con conseguente risparmio sul costo del lavoro) e di aver subappaltato la produzione di capi di abbigliamento» con una «deliberata mancanza di modelli organizzativi idonee a garantire che si verifichino situazioni di pesante sfruttamento lavorativo». I turni sarebbero stati di «7 giorni alla settimana, con orario dalla 8 alle 22» e stipendi sotto la soglie di povertà.
Nel mirino sono finte la Alberto Aspesi & C con il suo amministratore delegato, Francesco Umile Chiappetta e, appunto, Dama spa società che rappresenta il brand Paul &Shark con il suo ad. E poi tre cittadini cinesi titolari di un opificio a Garbagnate Milanese, che tra il 2023 e il 2025 ha cambiato nome ma non sede, e a cui è stata affidata la confezione di vestiario.
Come si legge nell’atto, che dovrà essere convalidato da un gip, l’indagine «trae origine da accertamenti di polizia giudiziaria dove è stato “fotografato” un fenomeno dove due mondi - solo apparentemente distanti - quello del lusso da una parte e quello di laboratori cinesi dall’altra, entrano in connessione per un unico obiettivo: abbattimento dei costi e massimizzazione dei profitti attraverso elusione di norme penali giuslavoristiche».
FONTANA: «STRUMENTALE ACCOSTARMI A MIO COGNATO»
«Chiedete a mio cognato» che «sicuramente dimostrerà la propria innocenza come ha fatto in precedenti episodi nel quale è stato coinvolto. Mi chiedo la strumentalità della domanda e dell’abbinamento del mio nome con quello del dottor Dini, che è titolare dell’azienda nella quale io non ho alcuna parte». Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha risposto all’Ansa a una domanda sull'indagine. «Prendo atto del fatto che più che sapere le cose - ha aggiunto parlando con i cronisti a Palazzo Lombardia -, volete cercare di mettere sempre un pizzico di veleno».
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