FUORICLASSE
Alle radici di Lollobrigida: «Il carattere prima del talento»
Pattinaggio: ancora festa a Cardano per l’oro olimpico nei 5.000. Il presidente del team dove è cresciuta: «Avevo capito che era speciale»
Bis tutto d’oro per Francesca Lollobrigida. La pattinatrice di velocità cresciuta sportivamente a Cardano al Campo entra nella storia diventando l’italiana più vincente di sempre nella sua disciplina. La seconda medaglia d’oro, nei 5mila, arriva nello stadio del ghiaccio di Rho. «Gli ultimi due giri ho dovuto tirar fuori il 200 per cento. Alla fine ero super contenta ma ero morta dalla stanchezza - racconta -. La cosa bella è che nel piano che avevo studiato con i miei allenatori volevo proprio l'aiuto del pubblico e l’ho sfruttato appieno». Ora due ori olimpici brillano sul petto di Francesca e raccontano una storia che parte da lontano, molto prima del ghiaccio e della nazionale. Raccontano dello Skating Cardano, delle rotelle consumate sull’asfalto, delle prime vittorie da senior e di una ragazza che aveva già negli occhi la fame delle grandi. Per la Cardano Skating, società che l’ha vista crescere per cinque anni, dal 2010 al 2015, è una festa che sa di orgoglio e memoria.
Fiato sospeso
«Ho vissuto le due gare con il fiato sospeso», ammette il presidente della società cardanese, Andrea Bordignon, che rivive ogni tappa con emozione: «Quando conosci un’atleta così da vicino, ogni sua vittoria la senti un po’ anche tua».
Lollobrigida ha iniziato sulle rotelle con il club cardanese, conquistando i primi titoli italiani da senior, poi Europei e Mondiali.
Cinque anni insieme
«Francesca ha pattinato con noi cinque anni – ricorda Bordignon – e con noi ha vinto i suoi primi campionati italiani da senior, poi gli Europei e i Mondiali. Si può immaginare cosa significhi oggi rivederla sul gradino più alto del podio olimpico». Il passaggio al ghiaccio è stato una scelta coraggiosa. «Quando ha deciso di trasferirsi in Olanda con altri nostri atleti, sfidando tutto e tutti, ho capito che aveva qualcosa di speciale – sottolinea Bordignon – oggi è con la nazionale, con gli allenatori federali, ma quel percorso è iniziato anche da qui».
Testa da vincente
Il presidente non nasconde qualche timore alla vigilia dei Giochi, considerati alcuni malanni fisici e un virus che l’ha rallentata durante la stagione che la stessa Lollobrigida aveva condiviso con Bordignon. «Ero preoccupato, ma Francesca ha sempre avuto la testa della vincente – aggiunge – quando arrivò da noi veniva da un infortunio serio, eppure non ha mai mollato». Il paragone è importante ma rende l’idea: «La accomuno a Federica Brignone per mentalità. Prima ancora del talento, c’è il carattere. Quando sente il profumo della vittoria, se deve dare 100 dà 150». E la speranza, ora, è di poter riabbracciare «la nostra Francesca».
Nelle due gare olimpiche, Bordignon ha rivisto la ragazza che macinava chilometri nelle maratone olandesi e combatteva su ogni metro. «In queste vittorie rivedo la Francesca che conosco: cresciuta, certo, ma con la stessa indole. Una vincente contro ogni avversità, capace di mettere in gioco tutto per l’obiettivo».
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