ROMA
Cgil, dal 2040 ci vorranno 44 anni di lavoro per la pensione anticipata
(ANSA) - ROMA, 23 GEN - "Altro che blocco dell'aumento
dell'età pensionabile tanto sbandierato dal governo, i fatti
dimostrano esattamente il contrario: l'adeguamento automatico
alla speranza di vita resta pienamente in vigore e continua a
colpire lavoratrici e lavoratori".
Lo afferma la segretaria confederale della Cgil Lara
Ghiglione in una nota.
"Con la legge di Bilancio - spiega - l'esecutivo ha già
certificato un incremento di tre mesi dal 2028 per la pensione
di vecchiaia e per quella anticipata. Ora, dalle stime contenute
nel nuovo Rapporto della Ragioneria generale dello Stato, emerge
che dal 2029 l'aumento sarà addirittura di sei mesi. Un
incremento che porterà il requisito per la pensione di vecchiaia
a 67 anni e 6 mesi e quello per la pensione anticipata a 43 anni
e 4 mesi, un anno in meno per le donne".
"In campagna elettorale - ricorda Ghiglione - il Governo
aveva promesso di superare la legge Monti-Fornero. Possiamo dire
che quell'obiettivo è stato effettivamente raggiunto, ma nella
direzione esattamente opposta. L'Esecutivo ha scelto
consapevolmente di spostare sempre più avanti il traguardo
pensionistico per tutti e tutte, azzerando qualsiasi forma di
flessibilità in uscita, come Opzione donna e Quota 103, prima
ridimensionate e poi di fatto cancellate con l'ultima Legge di
bilancio".
"Il Rapporto della Ragioneria, sottolinea, "conferma che il
meccanismo non si fermerà: secondo lo scenario demografico
Istat, nel 2040 l'aumento cumulato raggiungerà un anno e due
mesi, portando i requisiti della pensione di vecchiaia a 68 anni
e 2 mesi, e quelli della pensione anticipata a 44 anni. Nel 2050
l'età pensionabile arriverà a 69 anni, mentre per la pensione
anticipata saranno necessari 44 anni e 10 mesi di contributi".
"È indispensabile fermare per legge - insiste - il meccanismo
automatico legato all'aspettativa di vita e aprire finalmente un
confronto serio su una riforma che garantisca flessibilità in
uscita, pensioni dignitose e reale tutela dei lavori più
faticosi, tenendo conto delle condizioni di giovani e donne.
L'ultima volta che ci siamo seduti a un tavolo sulle pensioni è
stato il 18 settembre 2023. Continuare ad aumentare l'età
pensionabile - conclude - è solo un modo per fare cassa sulla
pelle di chi lavora". (ANSA).
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