L’EVENTO
«Chi conosce un maranza?». A Varese l’importanza delle parole
L’incontro sul significato dei termini che usiamo ogni giorno in Salone Estense
Con la provocazione «Chi conosce un maranza?», Filippo Maroni del progetto Happiness ha dato il via a una riflessione profonda durante l’incontro “Parole in movimento: dialogo, ascolto, incontro”. L’evento, tenutosi questa mattina – giovedì 7 maggio – a Palazzo Estense con il patrocinio del Comune di Varese e il supporto di “I colori del Mondo Odv”, ha voluto interrogarsi sul peso dei termini che usiamo ogni giorno, cercando di distinguere tra quelli che costruiscono ponti e quelli che, al contrario, alzano barriere insormontabili.
Lella Iannaccone, docente in pensione e anima del progetto, ha spiegato come «il percorso miri a far sì che le parole possano attraversare e trasformare chi le usa, andando alla ricerca del volto dell’altro attraverso la solidarietà. È un bisogno di positività che emerge con forza nonostante la prevalenza di linguaggi ostili, come dimostrato dai video carichi di messaggi di pace e amore inviati dai bambini della scuola Galileo». Accanto a loro, hanno partecipato attivamente gli studenti degli istituti superiori Newton, Ponti e Manzoni, con diversi progetti.
Durante l’incontro si sono date il cambio diverse testimonianze di grande impatto emotivo. Il missionario comboniano Mario Fugazza ha descritto la difficoltà del dialogo in un contesto segnato dall’individualismo, mentre Stefania Costanzo ha condiviso il suo personale percorso di resilienza contro l’anoressia, identificando nel silenzio e nella cura alcuni elementi che le sono stati utili nella rinascita. Anche il giornalismo ha offerto il suo contributo con Francesco Pierantozzi, che ha spiegato come le parole sono importanti nel mestiere di chi fa comunicazione e deve descrivere la realtà.
Tra momenti di poesia, danza e musica, l’evento ha cercato di unire i diversi registri comunicativi sotto un unico filo rosso. Rossella Di Maggio, assessore ai Servizi educativi del Comune di Varese, ha ricordato ai presenti che «le parole di grazia e gentilezza sono i semi necessari per creare relazioni sane, esortando i giovani a essere il presente». Maria Rosa Sabella del centro Il Viandante ha invitato tutti a superare lo stigma, ricordando che il confine tra bene e male spesso dipende solo da quanto siamo disposti a guardare oltre la superficie.
© Riproduzione Riservata


