IL PERSONAGGIO
Dal Bosto alla Champions d’Asia
Giacomo Ratto, portiere giramondo, gioca ora nel Sufa FC club delle isole Fiji
Cresciuto
nel mito di Luca Marchegiani («Ho scelto la vita tra i pali guardando
il suo favoloso Usa '94») e di José Francisco Molina («Il portiere del
"mio" Deportivo La Coruña, trasmetteva sicurezza con la sua sola
presenza»), Giacomo "Jack" Ratto è il portiere globetrotter - «Perché il
calcio non finisce né in Italia, né in Europa» - che a marzo volerà
alle isole Fiji, dove giocherà la Champions League oceanica difendendo i
pali del SUVA FC.
Inserito nel girone B, sfiderà l'Auckland City (sei
volte vincitore del torneo), il Western United e l'Amicale di due ex
Verbano, il portiere Mauro Boerchio e il bomber Miguel Magnoni, con il
sogno di «vincere e guadagnare l'accesso al Mondiale per Club». Cresciuto
nel Bosto prima e nel Varese poi, il portiere classe '86 ha scelto di
girare il mondo dopo una prima parte di carriera tra i dilettanti
nostrani: «Il primo a credere in me fu Stefano Iori: a 19 anni mi fece
giocare 20 partite nel suo Luino campione in Promozione; l'anno seguente
il Tradate mi richiamò dal prestito, dove arrivò un'altra vittoria in
Promo difendendo i pali biancoazzurri insieme al mentore Mirko
Borghese». Un anno a Morazzone, uno a Malnate e uno a Gavirate, poi la
prima esperienza oltre confine, in Svizzera; le ultime parate italiane a
Leggiuno: «Un'esperienza determinante per la mia crescita grazie ad
Andrea Callegarini, che mi insegnò a sfruttare fino in fondo il mio
potenziale - prosegue Ratto -. Difesi la porta fino a dicembre, poi le
strade si divisero e un po' per caso arrivò la prima vera esperienza
lontano da casa, a Malta». Nel mondo globalizzato, internet e i social
network sono lo strumento per farsi conoscere: «Inviai video e
curriculum a Mario Muscat (ex portiere della Nazionale maltese, ndr) che
mi sottopose l'interesse di una squadra di serie A, l'SK Victoria
Wanderers, con cui giocai la seconda parte di campionato, salendo dal
penultimo al terzo posto della classifica». Da qui il volo verso nuovi
continenti, con due esperienze significative in Centro America: la prima
al Tauro Fc, la squadra più titolata di Panama, la seconda all'Unan
Managua, serie A nicaraguense: «Ho visto posti stupendi e conosciuto una
cultura completamente diversa dalla nostra, anche a livello calcistico -
racconta "el italiano", maglia 18 in onore del nonno che, per Jack, è
stato come un padre -: nello spogliatoio si canta e si balla,
approcciandosi alla partita con felicità; si fa allenamento alle 6 del
mattino per il caldo torrido; prima di iniziare ogni attività,
abbracciati in cerchio, c'è l'"oracion", la preghiera. Un solo aspetto è
uguale in tutto il mondo - conclude Ratto -: la passione per questo
meraviglioso sport».
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