SALUTE
«Disturbi alimentari, violenza psicologica e Social»
Dibattito a Varese. «Tre milioni ne soffrono». Il pericolo dei falsi miti di ritorno
Tre milioni di italiani soffrono di disturbi alimentari. La metà ha alle spalle (o ancora sulle spalle) storie di abusi o traumi. È partendo da questi tremendi dati che si è sviluppato, ieri sera, venerdì 8 maggio, un ampio approfondimento, a più voci, in Sala Montanari a Varese. “Il peso invisibile - Quando la violenza psicologica diventa disagio sociale” il tema e titolo dell’incontro promosso da Anemos Italia in collaborazione con Lampi blu, Ananke Family Aps e Rete antiviolenza istituzionale Varese.
Fari puntati anche sui Social e i messaggi distorsivi che diffondono e su vecchi e nuovi paradigmi di presunta bellezza che dagli Stati Uniti sembrano onde di ritorno: l’anoressia, ad esempio, rimessa in primo piano. Dunque, una battaglia non facile quella che i professionisti, le associazioni e le istituzioni devono combattere in nome della salute. «Dai Social messaggi che ci dicono che siamo sbagliati» ha evidenziato Giorgia Carabelli, biologa e nutrizionista, docente a contratto di Anatomia umana all’università dell’Insubria. «Il cibo non è il problema, è il linguaggio il disagio più profondo» ha aggiunto.
Gli altri relatori: Nicoletta Manenti, psicologa e psiscoterapeuta; Maurizio Parisi, medico di base; Cinzia Fumagalli, presidente di Ananke Family Aps; Martina Minari, rederente scuole di Lampi blu; Elena Bertolin, consulente legale e coach relazionale, ha fatto da moderatrice. Hanno parlato anche due ragazze, raccontando la loro sfida, vinta, contro i disturbi alimentari. L’evento è stato accompagnato anche da intermezzi musicali di un giovane artista con l’arpa. E visto che si è parlato molto del condizionamento dei social, in chiusura è salito sul palco il divulgatore varesino Samuele Corsalini per spiegare appunto i difetti e i pericoli ma anche i pregi della Rete.
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