LE OPINIONI
Dopo 40 anni “The final countdown” è ancora lontano
Nel 1986 gli Europe salirono al numero 1 in 25 Paesi. Quest’anno sono attesi in concerto a Brescia e a Milano
«We’re leaving together», cioè «Stiamo partendo insieme». Se a queste poche parole collegate immediatamente la canzone di cui erano l’attacco, allora forse vale la pena di leggere quest’articolo, perché poco meno di 40 anni fa stavate per ascoltare “The final countdown” degli Europe. Il gruppo svedese è entrato di diritto nella storia della musica moderna vendendo venti milioni di dischi ai quattro angoli di quel pianeta dal quale in “The final countdown” – quindici milioni di copie vendute, primo posto in classifica in 25 Paesi, 1,4 miliardi di visualizzazioni del video su YouTube – vogliono allontanarsi partendo verso Venere, ma su cui forse in futuro torneranno.
Ma andiamo con ordine tornando al 1982, quando della canzone fu effettivamente composta la melodia poco dopo il cambio di nome del gruppo, che prima si chiamava “Force” e l’uscita del primo album, chiamato non a caso “Europe”. Loro, ragazzi svedesi, cantavano in inglese e in patria avevano avuto più di una difficoltà ad affermarsi. «Ci dicevano – racconterà anni più tardi il frontman Joey Tempest – che avevamo i capelli troppo lunghi e le chitarre troppo rumorose. Avevano paura e sostenevano che avremmo dovuto cambiare il nostro stile e magari cantare in svedese, ma noi eravamo categorici». Una volta uscito il secondo albo e confermato di essere un gruppo di successo, gli Europe hanno potuto dare pieno sfogo alla loro creatività anche se non tutti i problemi erano superati.
Anno 1986: il singolo “The final countown” esce a febbraio e vola subito al primo posto in classifica in Svezia, ma per problemi con il produttore discografico l’album omonimo esce in ritardo, il 26 maggio. Nei tre mesi che sono nel mezzo solo pochi fans si presentano ai concerti, dove non si va solo per ascoltare. Poi, uscito l’album, è fatta: inizia la scalata in Giappone – primo Paese estero dove viene raggiunto il successo – nel resto d’Europa e negli Stati Uniti, dove il singolo di punta è però “Carrie”.
Ma che fine hanno fatto gli Europe? Scioltisi nel ‘92, riunitisi nel 2004, sono ancora sulla cresta dell’onda con i loro tour mondiali pur avendo tutti sulle spalle più di 60 primavere: in Italia sono attesi a Brescia l’8 luglio e all’Alcatraz di Milano il 14 ottobre. E tra gli album più attesi del 2026 da “Billboard” c’è il loro dodicesimo lavoro. Insomma, il final countdown alla loro carriera è ancora ben lontano dal cominciare.
© Riproduzione Riservata


