ROMA
Elettra Lamborghini, un inno alla leggerezza omaggiando anche Carrà
(di Cinzia Conti)
(ANSA) - ROMA, 14 FEB - La spensieratezza per uscire da
questi tempi bui, la voglia di ballare "muovendo il bum bum", la
celebrazione della grande Raffaella Carrà, una strizzatina
d'occhio agli Abba e la poca voglia di scendere in polemiche.
Parte così la volata finale verso Sanremo di Elettra
Lamborghini, che sarà sul palco dell'Ariston con il brano
"Voilà" scritto con Andrea Bonomo, Edwyn Roberts e Pietro
Celona. L'artista è già volata a Parigi per scegliere l'abito e,
in un'intervista all'ANSA, ammette candidamente tutta la sua
agitazione: "Mi sento sull'orlo di un precipizio, inizio ad
avere un po' di pressione, dico la verità. Io che millantavo che
quest'anno sarei stata tranquilla, ho uno stress addosso".
Nelle canzoni di Sanremo ci sarà la guerra, l'amore in tutte
le sue forme dall'inizio alla fine, i disagi psicologici ma lei
non ha dubbi nello scegliere la via della leggerazza: "Prendo
un'altra strada - dice - che non mi sembra banale, in questo
momento pensare alla leggerezza, a ballare e a vivere nonostante
tutto, non è una sfida da poco. Magari non sembra, ma io sono
una persona,che più passa il tempo e più diventa super
sensibile: online vedo solo disgrazie, è diventata un po' la
normalità leggere solo notizie negative. E questo mi butta
terribilmente, mi fa veramente tristezza, mi fa anche paura il
futuro". Lamborghini non parla solo di guerre che "già
basterebbero": "Leggiamo continuamente di femminicidi, rapine. E
per non parlare della tragedia successa a Crans Montana, tutti
quei poveri ragazzi, ho pianto una settimana, sono stata
ragazzina anche io e sarebbe potuto succedere anche a me. Ma
pensare sempre soltanto alle cose negative mi porta veramente a
deprimermi e a non voler nemmeno più uscire di casa. La cura
forse sta proprio nel cercare di dare un po' di positività in
tutto questo marciume, che purtroppo non credo che andando
avanti negli anni migliorerà... Mi piace molto intrattenere le
persone: se non lo faccio che comunque ho allegria e
spensieratezza nell'animo, chi lo deve fare?".
E a chi potrebbe accusarla di superficialità, ribatte subito:
"Bisognerebbe essere un po' infelici per accusarmi di una cosa
del genere e puntare il dito su una canzone. Ci sono alcune
canzoni che sono belle per essere ascoltate. Le canzoni più
belle che noi conosciamo spesso non hanno un grande significato,
quelle che ci divertono di più e diventano tormentoni. Poi ci
sono canzoni bellissime che magari dedicheresti a qualcuno a cui
vuoi molto bene, che ti fanno pensare, ma sono più tristi. In
questo momento non fa parte della mia musica, magari un giorno
ci arriverò".
Sul duetto ha deciso di far ballare davvero tutto l'Ariston
chiamando le Las Ketchup con "Aserejé": "Sono carica come una
balestra, guarda, non vedo l'ora. Ovviamente avevo anche altre
opzioni, però poi ho detto: è talmente tanto iconica questa
cosa! Siamo quattro belle donne sul palco, potrebbe essere un
messaggio positivo". Su Raffaella Carrà, citata più di una volta
nel brano, spiega: "È stato uno dei giganti della televisione,
della musica italiana. L'ascoltavo anche da piccola. E poi ho
fatto un quesito sui social chiedendo qual è la canzone che
quando siete in discoteca vi fa scattare in piedi a ballare:
hanno detto tutte le canzoni della Carrà. Adoro questa voglia di
felicità, di divertirsi, di ballare, di positività, l'idea che
una canzone ti faccia alzare dalla sedia e fare il trenino, per
me è un simbolo veramente potente di felicità. Con Raffaella,
soprattutto in questo periodo, mi sento molto affine. Sarà che è
lei di Bologna, sarà che è una persona così poliedrica, che si è
sempre espressa nel bene, non ha mai detto una parola a fuori
posto, sapeva ballare, cantare, intrattenere. Poi lei è
intoccabile, attenzione, non oso paragonarmi a lei, ma credo che
avere un'ispirazione sia importante. Poi cantava 'a fare l'amore
comincia tu', è stata la prima che ha sdoganato questa cosa".
Quanto alla polemica sull'Eurovision, spiega: "Non ci ho
ancora pensato in realtà, non credo vincerò. È una situazione
complessa. Non sono sicura però che boicottare l'Eurovision sia
la giusta soluzione. Ci si potrebbe andare anche portando un
messaggio positivo, ad esempio. Inoltre spesso gli artisti non
c'entrano nulla con la politica del proprio Paese. Quindi non
sarebbe giusto vietare loro di partecipare". E su Gaza si augura
"veramente che ci sia un po' di tregua, anzi che tutto possa
finire il prima possibile, perché veramente non se ne può più".
Infine non nasconde la sua delusione per le pagelle dei
critici ma ragiona: "Se ci fossero 30 partecipanti in gara a
Sanremo, è ovvio che al figlio di papà preferirei lo sfortunato
che non ha avuto mai una gioia nella vita e che dopo vent'anni
riesce finalmente a coronare il suo sogno di andare al festival
e porta magari anche una canzone meno leggera della mia, no?".
(ANSA).
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