SANITÀ
Emergenza infermieri in Lombardia: approvato il “piano anti-fuga”
Passa in Consiglio regionale l’ordine del giorno tra bonus, alloggi Aler e stop ai gettonisti
Un piano d’azione per invertire la rotta sulla carenza di personale infermieristico. Il Consiglio regionale della Lombardia, convocato oggi – giovedì 4 giugno – in seduta straordinaria per affrontare la situazione degli infermieri, ha approvato a larga maggioranza un ordine del giorno presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Christian Garavaglia, e sostenuto dai gruppi di centrodestra che impegna la giunta a varare il "Piano Lombardia Infermieri 2026-2028", puntando su formazione, borse di studio e un monitoraggio trimestrale dei posti vacanti nei reparti più critici, come i Pronto soccorso.
Tra le misure anche il consolidamento degli incentivi economici per arginare la fuga dei professionisti verso la Svizzera e un piano di welfare abitativo in collaborazione con Aler per offrire alloggi a canone sostenibile nelle aree metropolitane ad alto costo della vita. Spazio anche al reclutamento internazionale, che sarà strutturato su partnership stabili, formazione linguistica e verifica delle competenze, «evitando soluzioni spot».
Inserita nell’ordine del giorno la proposta di Carmela Rozza (Partito democratico) che prevede l’individuazione di indirizzi regionali vincolanti per l’impiego, presso le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e accreditate, di personale infermieristico e di supporto fornito da cooperative, agenzie o altri soggetti esterni e quella di Massimo Vizzardi (Gruppo Misto) che sollecita, in sede di Conferenza Stato-Regioni, una rapida conclusione delle trattative in corso per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Sanità 2025-2027.
«La carenza di infermieri – ha spiegato Garavaglia – è una sfida globale che in Lombardia subisce anche la forte pressione dei mercati esteri confinanti. Con questo piano investiamo in modo strutturale sul futuro del nostro sistema sanitario».
«La scarsità di infermieri è una vera e propria emergenza strutturale del sistema sanitario lombardo e la Lombardia non può limitarsi a rincorrere l’emergenza», ha spiegato la prima firmataria della richiesta di seduta straordinaria Lisa Noja (Italia Viva). Secondo i dati richiamati nella richiesta di seduta urgente, nel 2024 il Servizio sanitario regionale avrebbe registrato la perdita di 3.523 infermieri, a fronte di 947 uscite dovute al raggiungimento dell’età pensionabile. L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha ricordato come «nel 2018 nella nostra regione c’erano 38mila infermieri, oggi sono 37.523 e ogni anno ne entrano circa 2.900 nel sistema sanitario lombardo. Stiamo lavorando con il governo sulla possibilità di indicizzazione dello stipendio degli infermieri al costo della vita».
Preoccupante anche la situazione sul fronte della formazione. In alcune università lombarde, infatti, i posti disponibili nei corsi di laurea in Infermieristica superano il numero delle domande presentate. All’Università Statale di Milano, ad esempio, a fronte di 815 posti disponibili si sono iscritti 567 candidati.
«La carenza di infermieri rappresenta oggi una delle principali emergenze del nostro sistema sanitario. Servono interventi concreti per rendere questa professione più attrattiva, sostenere i giovani durante il percorso di studi e valorizzare chi ogni giorno garantisce cure e assistenza ai cittadini», ha sottolineato Carmela Rozza, evidenziando comunque, insieme alla stessa Noja, che il Consiglio ha segnato «un passo avanti» sul tema, con la richiesta che gli impegni presi «poi trovino adeguate risorse in Bilancio».
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