IL FATTO
Espressione blasfema in Consiglio: Zullo chiede scusa
«Pienamente consapevole della gravità di quanto accaduto» durante una seduta dell’Assemblea civica di Caronno Pertusella. Il sindaco annuncia una sanzione amministrativa
«Mi scuso per l’espressione blasfema usata in Consiglio comunale». Il presidente dell’Assemblea civica di Caronno Pertusella, Fulvio Zullo, finito al centro delle polemiche perché gli è sfuggita un’imprecazione inaccettabile per le opposizioni, ha diffuso una lettera di scuse rivolte al Consiglio comunale, al sindaco, alla comunità religiosa e alla cittadinanza. Spiegando che ha pronunciato la blasfemia quando gli si è spento il timer che monitora i tempi d’intervento dei consiglieri, afferma di essere «pienamente consapevole della gravità di quanto accaduto. Come rappresentante delle istituzioni, avrei dovuto mantenere un comportamento consono alla carica che rivesto e un linguaggio rispettoso, indipendentemente dalla concitazione del momento. Riconosco che l’accaduto ha offeso la sensibilità di tutta la comunità ed è per questo che me ne assumo la piena responsabilità, senza riserve. Quanto avvenuto non rappresenta il mio pensiero né il rispetto che nutro per le istituzioni e per il sentimento religioso dei cittadini».
Il presidente del Consiglio chiosa assicurando che accetterà senza riserve le decisioni e le sanzioni amministrative previste, devolvendo la stessa somma ad associazioni che si occupano di persone in difficoltà. In effetti il sindaco Marco Giudici, pur confermando la fiducia al presidente, ha diffuso a sua volta un comunicato in cui annuncia una sanzione amministrativa. Prendendo atto delle scuse di Zullo, il primo cittadino giudica l’accaduto «una grave mancanza di rispetto delle istituzioni e dei cittadini e, come tale, non può restare impunito. La sanzione amministrativa è prevista in questi casi dalla legge è sarà comminata nella misura adeguata. Questa decisione è stata presa al fine di riaffermare il decoro, il rispetto e la correttezza all’interno delle istituzioni pubbliche».
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