IL LUTTO
Gallarate, addio a Giorgio Caravatti
L’ex patron di Gallaratese e Solbiatese, s’è spento stamane a 77 anni a un mese dalla scomparsa del fratello Paolo
Se n’è andato poco meno di un mese dopo suo fratello Paolo: Giorgio Caravatti s’è spento nelle prime ore di oggi, giovedì 13 maggio, all’età di 77 anni all’ospedale Sant’Antonio Abate, dov’era ricoverato da martedì 5 maggio in seguito all’infezione da Coronavirus.
Separato dal fratello Paolo Caravati, politico e vicesindaco di Gallarate nella giunta Mucci, solo da una “t” “dimenticata” all’Anagrafe cittadina e da due anni d’età (Giorgio era il più giovane), Caravatti lascia un segno indelebile nella storia economica e sportiva della provincia di Varese.
Patron della Cmf Trading, fece la fortuna del marchio e dei prodotti El Charro ma anche della Scott (l’azienda che produceva giubbotti, tra cui il celebre “Chiodo” di cui Cmf era licenziataria).
Nonostante i suoi pregressi acciacchi, sui quali il Covid s’è abbattuto inesorabile sino a procurargli una polmonite fatale, Giorgio Caravatti era ancora attivo alla guida dell’outlet per bambino di via Torino, in un’impresa condivisa col cugino Giuseppe Annunziata.
Sul fronte sportivo, innamorato del calcio, Caravatti si formò da dirigente e vicepresidente nel cda della gloriosa Gallaratese di Ida Pastorelli.
Quindi portò la Solbiatese - insieme con Lele Oriali e Ivano Bordon alle prime armi da dirigenti - alle soglie della serie C1, da cui i nerazzurri restarono però esclusi dopo lo spareggio con la Spal.
Ritornato alla Gallaratese, il vulcanico presidente, affidò la guida al compianto Pierino Prati, conquistò la promozione in serie C2 nel 1995 e fu tra gli artefici della storica - ma mal digerita su entrambe le sponde - fusione con la Pro Patria che, sotto la guida di Mario Beretta prima e Carlo Garavaglia poi, sfiorò la promozione in serie C1, venendo sempre eliminata ai playoff. L’esperienza della fusione s’interruppe nel 1998, al termine della gara di ritorno con la Triestina, quando squadra e società subirono una colossale beffa nella semifinale dei playoff.
Per nulla demoralizzato, Caravatti - sposato con Daniela Baj e rimasto vedovo il 27 agosto 2000 - ripartì dalla sua città, fondando la Nuova Gallaratese.
Spiega il figlio, Davide Caravatti dalla Sardegna, dove vive: «Non ci saranno funerali, per espressa volontà di mio padre, che sarà cremato e le cui ceneri saranno poi custodite nella cappella di famiglia, al cimitero di Gallarate. Vorrei però ringraziare di cuore l’equipe della Medicina-Covid 1 dell’ospedale di Gallarate per le amorevoli e professionali cure prestate a mio padre durante la sua degenza».
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