COMMISSIONE CULTURA
Gallarate, «rotonda intitolata a Ramelli»: la proposta di Fratelli d’Italia
Imbriglio: «Non una proposta di parte ma un gesto di memoria condivisa»
Una rotonda, un nome, una memoria che divide ancora. Fratelli d’Italia ha chiesto l’intitolazione della nuova rotatoria su viale Milano a Gallarate, di fronte al MediaWorld, a Sergio Ramelli, vittima della violenza politica negli anni di piombo. La proposta è stata presentata nei giorni scorsi in commissione Cultura e sarà ora discussa in una commissione ad hoc.
La rotonda per Ramelli
L’iniziativa richiama un tema che altrove ha acceso il dibattito pubblico. In provincia di Varese esiste un precedente: a Busto Arsizio, lo scorso aprile, è stata inaugurata una rotonda dedicata a Ramelli. A livello nazionale si contano 44 intitolazioni in altrettante città, con la prima deliberata a Verona nel 1988; altre 13 sono in attesa di completare l’iter amministrativo.
«Non è una proposta di parte, ma un gesto di memoria condivisa», dichiara Alessio Imbriglio (FdI) presentando la mozione «Sergio Ramelli fu ucciso per le sue idee, in un clima di odio politico che non deve più ripetersi. Intitolargli la rotonda significa affermare che la violenza non può mai essere giustificata».
Ramelli, studente milanese di 18 anni e militante del Fronte della Gioventù, venne aggredito il 13 marzo 1975 da militanti della sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia Operaia. Colpito e lasciato a terra privo di sensi, morì il 29 aprile successivo per le gravi lesioni riportate. Non aveva precedenti né era coinvolto in episodi violenti: la sua “colpa” fu un tema scolastico in cui condannava le Brigate Rosse, affisso senza consenso e divenuto miccia di una persecuzione culminata nell’omicidio.
Una targa per la fontana di Pomodoro
Tra le richieste avanzate dal gruppo consiliare figura anche il posizionamento di una targa identificativa o di un pannello per la fontana “Movimenti di crollo” in largo Camussi, opera di Arnaldo Pomodoro. L’opera, selezionata nel 1979 come monumento alla Resistenza tra centinaia di progetti, venne inaugurata il 27 aprile 1980. Si tratta di una colonna cilindrica in bronzo alta oltre cinque metri, con uno spacco longitudinale che suggerisce un istante sospeso di frattura. «Movimento di crollo – spiegava lo stesso Pomodoro – consiste in un cilindro-colonna con uno spacco a colpo di scure centrale che lascia le due parti monumentalmente ferme per un centesimo di secondo». Imbriglio sottolinea: «Parliamo di una delle testimonianze artistiche più importanti della città. È giusto che venga valorizzata e spiegata ai cittadini, soprattutto ai più giovani». Pomodoro, tra i maggiori scultori italiani contemporanei e fratello maggiore di Giò, è scomparso lo scorso giugno a 99 anni; nel 2026 avrebbe compiuto cent’anni.
Uno spazio in biblioteca per don Alberto Dell’Orto
La terza proposta riguarda l’intitolazione di uno spazio all’interno della biblioteca comunale a don Alberto Dell’Orto, scomparso nel 2020. «Don Alberto ha rappresentato un punto di riferimento umano e pastorale per Gallarate», afferma Imbriglio. «Intitolargli uno spazio in biblioteca significa riconoscere il valore del suo impegno educativo e spirituale». Un trittico di richieste che intreccia memoria politica, patrimonio artistico e riconoscenza civica.
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