MEMORIA
Gallarate, ecco la rotonda dedicata a Ramelli
Questa mattina è stata scoperta la targa. Don Mauro: «Non sia divisiva»
Una targa scoperta tra applausi, bandiere e richiami alla memoria degli anni di piombo. Gallarate ha inaugurato oggi, domenica 24 maggio, la rotonda di viale Milano a Gallarate, all’altezza del MediaWorld, dedicata a Sergio Ramelli, lo studente milanese di 18 anni ucciso nel 1975 dopo un’aggressione politica. «Il suo è un esempio dei chi è morto per un’idea» sottolineano da più parti. Alla cerimonia hanno partecipato amministratori locali, esponenti di Fratelli d’Italia, parlamentari, cittadini e don Mauro che ha impartito la benedizione: «Questa non deve essere una intitolazione divisiva».
Armato di idee
In tanti questa mattina hanno partecipato all’intitolazione della targa posizionata ai bordi della rotonda. Tante le bandiere tricolore così come tanti erano gli esponenti del partito, e non solo di fratelli d’Italia, che hanno preso parte alla cerimonia. «Sergio non era un attentatore, non era una persona armata – ha detto il sindaco Andrea Cassani – ma un ragazzo armato delle proprie idee, barbaramente ucciso da chi non la pensava come lui». Il primo cittadino ha richiamato anche episodi recenti di violenza politica, sottolineando come il ricordo di Ramelli debba essere «un segno per le nuove generazioni». Presente anche il sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti, che ha ricordato di aver conosciuto personalmente Ramelli durante la militanza nel Fronte della Gioventù. «Era un ragazzo che amava vivere, impegnato nel quartiere e nel volontariato in parrocchia. Gli è stata tolta la vita solo perché aveva espresso le sue idee». Frassinetti ha ribadito il ruolo della scuola nel trasmettere la memoria di quegli anni «per contrastare ogni rinascita della violenza politica». Sulla stessa linea anche il deputato Carlo Fidanza, che ha definito Ramelli «un antidoto alla violenza che ancora oggi rischia di riaffacciarsi». Fidanza ha ricordato come le intitolazioni dedicate al giovane siano ormai oltre cinquanta in tutta Italia.
Un lavoro di squadra
Durante la cerimonia è intervenuta anche Francesca Caruso, assessore regionale alla Cultura, che ha ringraziato l’amministrazione e il gruppo di Fratelli d’Italia per aver sostenuto il progetto. Un ricordo particolare è stato dedicato a Giuseppe Martignoni, tra i primi sostenitori dell’iniziativa: «Questa è una delle prime iniziative di cui Beppe mi aveva parlato e sono sicuro che sarebbe orgoglioso di oggi - ha dichiarato i capogruppo di FdI, Luca Sorrentino - per questa iniziativa che è merito di Fdi ma che è parte della storia della destra». A chiudere la mattinata è stata la benedizione impartita da don Mauro. «Questa targa non deve essere divisiva per nessuno – ha detto – ma ricordare quanto sia triste quando un ragazzo non viene difeso per le proprie idee. La violenza politica non deve più trovare spazio».
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