DENARO RESTITUITO
La truffa dei falsi bollettini: raggirati in settemila
Inviavano ai commercianti moduli di pagamento inesistenti
Avevano ideato una truffa semplice ma molto efficace e soprattutto a scala nazionale: tre gli imputati a processo dal gup Luisa Bovitutti. Uno è stato ucciso dal Covid tra la penultima udienza e quella di ieri pomeriggio, martedì 19 ottobre, dunque il reato è estinto. Due anni e due mesi sono andati al regista del raggiro, la complice è stata invece condannata a un anno e dieci mesi, pene già ridotte dalla scelta del rito abbreviato. I tre nel frattempo avevano restituito le somme alle parti offese e ciò ha giovato alla loro posizione processuale. Le indagini vennero condotte dalla guardia di finanza di Gallarate e coordinate dal pubblico ministero Francesca Parola (la cui richiesta è stata pienamente accolta dal gup): a seguito di una segnalazione, gli inquirenti fecero gli opportuni approfondimenti e scoprirono che gli imputati (più altri tre la cui posizione è stata stralciata) inviavano ai negozianti bollettini di iscrizione a un organo - inesistente - della Camera di commercio indicando la sottoscrizione come obbligatoria, urgente e vincolante.
In caso di ritardo di oltre dieci giorni nel pagamento di 375 euro, sarebbe arrivata una sanzione pari al 120 per cento dell’importo. Con questo versamento gli esercenti avrebbero avuto accesso a un centro telematico dell’associazione che però non esiste.
I truffatori si erano rivelati anche artisti della contraffazione: la veste grafica e le diciture ingannevoli della Camera di commercio stampate nei bollettini erano perfette, peccato però che se le fossero inventate loro. Con questo metodo, nell’arco di tre mesi, fecero cadere in trappola 7mila esercenti. L’anno prima la stessa organizzazione aveva colpito migliaia di imprenditori col sistema dei bollettini. Con tutti quei soldi gli imputati comprarono case al mare, stampanti sofisticatissime per creare nuovi moduli da indirizzare alla successiva categoria presa di mira, veicoli.
Il gup Bovitutti si è riservata la decisione sulla confisca dei beni proposta dal pubblico ministero Parola. La scioglierà nei prossimi giorni.
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