TRASPORTO SCOLASTICO
Gallarate, «Nessuno è rimasto a piedi»
Dopo le proteste, Amsc precisa che sui suoi bus c’è spazio per tutti gli studenti
Bus pieni verso le scuole superiori a Gallarate? Amsc non ci sta.
«I nostri tecnici stanno lavorando assiduamente per gestire le numerose variabili e le necessità di uomini e mezzi: fino al 7 settembre ci risultava che ci fossero ancora le doppie entrate negli istituti e anche i nostri autisti hanno bisogno di un po’ di preavviso per organizzarsi».
Pesa le parole l’amministratore unico della multiservizi, Maurizio Zenoni, per dire che si sta già facendo tutto il possibile. Anzi, di più: «È stata avviata una rilevazione degli utenti che salgono e scendono su tutte le linee per calcolare il coefficiente di riempimento dei mezzi, e l’operazione sarà ripetuta dopo la metà di ottobre, quando i flussi si saranno stabilizzati».
Il protocollo
Ma di passare per lo sprovveduto che non ha organizzato a dovere il servizio e lascia a piedi i ragazzi Zenoni non ne vuol proprio sapere. Quindi, respinge le critiche sollevate pubblicamente la scorsa settimana nei confronti del servizio offerto da Amsc. In particolare, l’accusa di aver fatto scendere qualche studente a metà percorso perché il bus troppo pieno. «Durante la prima settimana di lezione non è stato raggiunto il massimo dei carichi previsti dal protocollo e non ci risulta che qualcuno sia stato lasciato a piedi - afferma - Se ci sono segnalazioni circostanziate, saranno prese in esame».
Il tavolo di confronto
A scatenare il disappunto dell’amministratore unico di Amsc è, soprattutto, l’affondo arrivato sabato scorso da Sonia Serati, la candidata sindaco di +Gallarate, che aveva parlato della necessità di intavolare un confronto tra aziende e scuole per mappare la situazione e trovare soluzioni per migliorare il livello di affollamento sui pullman. E migliorare di riflesso l’intero servizio.
«Serve un tavolo di confronto? - sbotta Zenoni - L’abbiamo già fatto lo scorso primo settembre. La candidata Sonia Serati non parli di questioni tecniche che non conosce».
La relazione
Intanto nelle scorse settimane è arrivata sul suo tavolo una relazione firmata dall’ingegnere Sergio Resconi che lo scorso luglio è stato ingaggiato dall’azienda come consulente per scattare una fotografia dello stato del trasporto pubblico gallaratese e identificare le criticità. Perché non è un mistero che il servizio di bus rappresenti una voce in perdita nel bilancio e nessuno si aspetta che diventi una fonte di incasso. Ma quantomeno si può cercare di migliorare.
Sei turni
Il contenuto della relazione resta per ora riservato. «Una cosa la voglio sottolineare - precisa però l’ingegnere - Da nessun’altra parte si contano sei turni dedicati alle scuole a fronte di dodici ordinari». Insomma: «Si può dire che gli autobus siano brutti o vecchi, ma la stessa capillarità del servizio e la stessa attenzione agli studenti sono rare».
Altro aspetto sul quale si è riflettuto è la presenza di chi non paga il biglietto. «La verifica degli abusivi non è facile». Ma è chiaro che oltre al danno economico, questo fenomeno renda più complessa la pianificazione dei servizi perché complica il calcolo dell’effettiva necessità. Poi l’età dei mezzi. Ricorda Resconi: «Ci sono mezzi che hanno 17 o 18 anni».
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