L’INVASIONE
Gallarate, parco colonizzato dai piccioni
La Ca’ di Matt è da tempo loro territorio. Si riuscirà ad allontanarli?
Ormai sono loro i padroni del parco: se ne stanno lì, a decine, a spartirsi le briciole e gli avanzi di cibo lasciati da chi bivacca in zona, del tutto incuranti dei tentativi di allontanarli di quanti vorrebbero varcare la soglia del parco senza brutte sorprese sotto le scarpe o sopra la propria testa. Oggi finisce la scuola e i ragazzini si riverseranno nelle piazze e nei giardini pubblici, ma a Gallarate c’è un parco - in particolare - dove a piazzare le tende in maniera stabile, prima ancora degli adolescenti, sono stati i piccioni. Tanto da scoraggiare i nuovi visitatori.
Lotta impari
Il parco è quello alle spalle della Ca’ di Matt, il complesso popolare ricavato in quelli che un tempo erano gli alloggi degli operai della Carminati, vicino alla chiesa della Cascinetta. Coi piccioni, anni fa, hanno già combattuto la propria battaglia altre aree verdi cittadine come il parco dedicato ai Marinai d’Italia. Adesso invece è il giardino Arcobaleno a subire l’assedio dei fastidiosi volatili che si approfittano della vicinanza delle case e della presenza di edifici dove c’è spazio per nidificare. Con l’aggravante che, con la chiusura delle scuole, il parco della Cascinetta diventerà meta degli appassionati di basket attirati dal campetto libero risistemato pochi anni fa.
La proliferazione
Il moltiplicarsi dei piccioni è un problema vecchio come il mondo, che a Gallarate s’è tentato di affrontare tante volte, tra appelli pubblici del Comune a non dare da mangiare ai volatili e soluzioni tra le più varie sperimentate dai baristi del centro, a loro volta vittime della presenza dei piccioni tra i tavolini della piazza davanti alla basilica. E se in centro qualcosa si è riusciti a fare, ad esempio con l’operazione di restringimento delle buche pontaie del campanile e attraverso i lavori di ristrutturazione delle case private che mano a mano riducono lo spazio per i nidi, al parco di Cascinetta - invece - non aiutano i bagordi di chi trascorre il tempo in zona. In via Gioia le bottiglie vuote e gli avanzi di cibo si trovano spesso, nonostante il lavoro puntuale degli addetti alla raccolta della spazzatura, e ogni briciola diventa un invito a far festa per i pennuti.
Nessuna soluzione
Misure davvero risolutive, per adesso, non ce ne sono in vista. La chiesa di Cajello, ad esempio, anni fa aveva installato sul campanile un dissuasore sonoro per allontanare gli uccelli che imbrattavano le vicinanze dell’edificio, ma una soluzione analoga non si adatta al parco di via Pegoraro. Tempo addietro lamentele e segnalazioni di un assalto analogo erano venute anche dal parco Marinai d’Italia, ma in quel caso il problema non s’incrociava con la presenza dei giochi per i bambini, che invece si trovano nell’area verde dietro la Ca’ di Matt. Con l’inizio delle vacanze il parco sarà ancora più frequentato e bisognerà capire chi avrà la meglio: se i piccioni che andranno avanti imperterriti ad appollaiarsi sopra la testa di chiunque varchi il cancello, oppure i bambini che proveranno a spaventarli e a scacciarli.
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