IL CASO
Gallarate, sinti contro sindaco
La battaglia dell’acqua tra sinti e sindaco arriva in tribunale. Prenderà il via domani, mercoledì 18 maggio, nelle aule della giustizia di Busto Arsizio la causa intentata lo scorso anno contro il primo cittadino, Andrea Cassani dalle tre famiglie tornate nella piazzola di via Lazzaretto.
IL SINDACO ACCUSATO DI DIFFAMAZIONE
Questa non è ancora la guerra legale che deciderà la legittimità oppure no della presenza di alcune famiglie di gallaratesi di etnia sinti nell’ex accampamento semismantellato nel 2018. In merito alla quale dovrà esprimersi il Tar (Tribunale amministrativo regionale) a fine mese.
Viene al pettine per il momento la causa per diffamazione avviata dopo che Cassani aveva sostenuto che i nomadi stanziali stessero rubando l’acqua a fini del loro utilizzo domestico. In ballo c’è una richiesta di risarcimento del valore di 250mila euro.
«INFANGATI CON ACCUSE GRAVISSIME»
«Non possiamo tollerare che dei cittadini vengano infangati con accuse gravissime», ha fatto sapere l’avvocato delle famiglie, Luca Bauccio, in un comunicato con il quale annuncia l'inizio del dibattimento. «Gli stereotipi sono il cibo del quale si nutrono il razzismo e l’odio: l’equazione sinti uguale ladro è falsa e diffamatoria. I miei clienti sono persone incensurate, oneste, lavoratrici».
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