LE RILEVAZIONI
Gambero “killer” e +2 gradi: lago d’Orta in difficoltà
Aumentano le specie invasive e la temperatura dell’acqua. Ecco i dati raccolti dal progetto ”Cusio 2030”, ricerca per la conservazione della biodiversità acquatica
Aumento della temperatura delle acque e diffusione di specie invasive come il gambero “killer”. Sono le condizioni preoccupanti in cui riversa il lago d’Orta emerse da “Cusio 2030”, il progetto triennale di ricerca avviato nel 2023 e dedicato alla conservazione della biodiversità acquatica. Ci sono anche due buone notizie: le attività del progetto hanno permesso il ripopolamento di pesci e il ripristino di habitat sommersi.
I RISULTATI DELLA RICERCA
Le rilevazioni della ricerca hanno stabilito che, rispetto agli anni Settanta, la temperatura dell’acqua del bacino tra Vco e Novara è cresciuta di poco più di due gradi. Complice anche l’assenza di predatori naturali, questa condizione ha favorito la proliferazione di specie aliene invasive come il gambero della Louisiana, il gambero “killer” ritenuto dannoso per l’ecosistema lacustre. Inoltre, è stato constatato l’aumento dell’impatto delle attività umane e del consumo di suolo sulle coste, portando alla riduzione di canneti. Non sono preoccupanti, invece, i livelli di microplastiche negli affluenti.
LE ATTIVITÀ CONSERVATIVE
Il progetto Cusio 2030 ha permesso anche di immettere in acqua 310mila uova embrionate e 120mila avannotti di trota marmorata, luccio italico, agone e pigo, come attività di ripopolamento dei pesci. Per permettere di aumentare le zone di rifugio per i pesci sono stati ripristinati gli habitat sommersi, posizionando nel lago sei grandi legnaie sommerse.
IL PROGETTO CUSIO 2030
Il progetto Cusio 2030 è sostenuto con 340mila euro da Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Simbiosi. Insieme alla natura per il futuro del Pianeta” e ha visto coinvolti la Provincia di Novara, l’Ecomuseo del lago d’Orta e Mottarone, l’Irsa di Verbania e l’associazione Amici del Fermi. La pesca dilettantistica sarà tra i beneficiari delle attività del progetto, con ricadute anche economiche: circa la metà del costo complessivo del progetto Cusio 2030 verrà recuperata tramite l’emissione di licenze di pesca nell’arco di dieci anni e si prevede un incremento medio del 15-20% dell’incasso dalle licenze annuali nella zona del Cusio.
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