LE OPINIONI
Gli otto castori che stanno salvando Londra
L’uomo, invece di autodistruggersi, dovrebbe dare retta agli animali
Ormai non è neanche più una teoria millenaristica ma un dato di fatto: l’umanità è programmata per distruggersi da sé, caparbiamente impegnata nella lotta contro l'autoconservazione. L'uomo passa la propria esistenza a inventare algoritmi che gli ruberanno il lavoro, a progettare armi di distruzione di massa e a cementificare ogni millimetro quadrato di terra, possibilmente lamentandosi del riscaldamento globale. Poi arrivano i castori e non ci resta che farci piccoli piccoli e vergognarci un po' della nostra stupidità. La premessa è che dal lontano 1970, ogni volta che cadevano due gocce di pioggia, l'intera zona di Greenford a Londra si allagava, impedendo ai residenti di raggiungere la locale stazione della metropolitana. Per oltre cinquant'anni, fior fior di ingegneri, dotati di lauree magistrali, master in idraulica e software di simulazione da milioni di sterline, hanno riflettuto, discusso, ponderato e investito cifre astronomiche in interventi strutturali. Risultato? Il nulla. L'acqua continuava a salire, la metropolitana a bloccarsi e gli umani a imprecare contro ogni entità divina possibile. Un capolavoro di inefficienza antropica. Poi, nel 2023, qualcuno ha avuto un barlume di lucidità e ha pensato: «Visto che noi umani siamo biologicamente incapaci di gestire il pianeta senza fare danni, proviamo a chiedere a chi conosce l’argomento un po’ meglio. Gli animali». E così nella riserva naturale di Paradise Fields è stata rilasciata una task force d'élite composta da ben otto castori, specie considerata ormai estinta fin dai primi del ’900 nel Regno Unito, scacciata in quanto considerata troppo invasiva per la quiete dell'Impero di Sua Maestà. E cosa hanno fatto questi roditori senza bisogno di fondi pubblici, accesi confronti sindacali o bonus aziendali? Hanno fatto i castori. Hanno masticato qualche tronco, tirato su un paio di dighe e creato zone umide naturali, trasformando il parco in una spugna gigante in grado di trattenere l'acqua piovana. Nel 2024, per la prima volta in mezzo secolo, la zona non si è allagata. Niente più fango, niente più stazioni della metropolitana sommerse. Problema risolto. Mentre l'ingegneria umana ponderava da cinquant'anni su come sconfiggere la natura a colpi di cemento, otto roditori coi dentoni e la coda piatta hanno risolto il mistero nel tempo di un weekend semplicemente seguendo il loro istinto. La lezione per la nostra specie sarebbe lampante, se solo non fossimo troppo impegnati a estinguerci. Del resto cercò di farcelo capire Leonardo Da Vinci che capì che l'uomo avrebbe potuto volare studiando il comportamento degli uccelli e non è che da allora pochi illuminati non abbiano proseguito su quella strada. Peccato che, sempre in ossequio alla premessa, i governi non fanno altro che ridurre i fondi per la ricerca per destinarli a bombe e proiettili. Basti pensare che, con la fine del PNRR, in Italia rimangono in bilico 35mila contratti a termine nel settore che rischiano di non essere rinnovati. In compenso gli investimenti in armi dal 2024 sono saliti del 38%. Non ci resta che sperare che, quando saremo rimasti in quattro gatti dopo una bella guerra nucleare, sia sopravvissuto qualche castoro...
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