ROMA
Gli U2 pubblicano a sorpresa l'ep di 6 tracce "U2 - Days of ash"
(ANSA) - ROMA, 18 FEB - Gli U2 pubblicano a sorpresa, in
questo mercoledì delle Ceneri, "U2-Days Of Ash", il nuovo EP
della band, che comprende cinque nuove canzoni e una poesia. Si
tratta di un progetto collaterale rispetto all'album previsto
per la fine del 2026, dettato dalla necessità di dare una
risposta immediata agli eventi globali e ispirata alle molte
persone straordinarie e coraggiose che combattono in prima linea
per la libertà.
Quattro dei cinque brani parlano di persone le cui vite sono
state brutalmente stroncate negli Usa, in Israele, in Iran. Un
soldato (ucraino) che preferirebbe cantare, ma è pronto a morire
per la libertà del suo Paese. Questi i titoli dei brani:
American Obituary, The Tears Of Things, Song Of The Future,
Wildpeace, One Life At A Time e Yours Eternally (in
collaborazione con Ed Sheeran & Taras Topolia).
"È stato emozionante ritrovarci tutti e quattro insieme in
studio nell'ultimo anno... Le canzoni di Days of Ash sono molto
diverse per atmosfera e tema da quelle che inseriremo nel nostro
album più avanti nel corso dell'anno - ha raccontato Bono -.
Questi brani dell'EP non potevano aspettare; erano impazienti di
essere diffusi al mondo. Sono canzoni di sfida e sgomento, di
lamento. Seguiranno canzoni di festa, ci stiamo lavorando
adesso... perché nonostante tutte le cose terribili che vediamo
normalizzate ogni giorno sui nostri piccoli schermi, non c'è
nulla di normale in questi tempi folli e esasperanti e dobbiamo
opporci prima di poter tornare ad avere fiducia nel futuro. E
l'uno nell'altro".
Larry Mullen Jr. ha aggiunto: "Credo che queste nuove canzoni
siano all'altezza dei nostri lavori migliori. Fin dai nostri
esordi, quando collaboravamo con Amnesty o Greenpeace, non
abbiamo mai esitato a prendere posizione e a volte questo può
creare qualche problema, perché c'è sempre una sorta di
contraccolpo, ma è una parte importante di ciò che siamo e del
motivo per cui esistiamo ancora". E The Edge ha spiegato:
"Crediamo in un mondo in cui i confini non vengono cancellati
con la forza. In cui la cultura, la lingua e la memoria non
vengono messe a tacere dalla paura. In cui la dignità di un
popolo non è negoziabile. Questa convinzione non è temporanea.
Non è una moda politica. È il terreno su cui poggiamo i piedi".
(ANSA).
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