LA VITTIMA
Il ladro lasciato agonizzante davanti al Pronto soccorso di Magenta
Adamo Massa, rimasto ucciso in seguito alla tentata rapina in un’abitazione a Lonate Pozzolo, aveva 37 anni
Adamo Massa, il ladro morto in seguito alla colluttazione avvenuta durante la tentata rapina nella casa di Jonathan Rivolta, aveva 37 anni. Era residente in un campo nomadi nel Torinese. I complici sono scappati a bordo di un’auto, sono corsi verso l’ospedale di Magenta. E lo hanno abbandonato fuori dal Pronto soccorso, ormai agonizzante, tanto che i medici non hanno avuto nemmeno il tempo di cercare di operarlo.
L’ASSALTO DEI PARENTI
Quando a parenti e conoscenti di Massa è giunta la notizia della sua morte, in circa 200 sono andati all’ospedale di Magenta e ci sono stati momenti di caos e di paura quando hanno divelto la porta dell’ingresso pedonale del Pronto soccorso, cercando di raggiungere il posto dove si trovava il cadavere. Medici e infermieri hanno avvertito i carabinieri di Magenta e Abbiategrasso che sono giunti in forze, almeno con otto pattuglie, riportando la calma, tanto che il gruppo si è disperso nei dintorni e il Pronto soccorso è potuto tornare agibile.
LE RICERCHE DEI COMPLICI
La vittima è un nomade, italiano e residente in un campo nel Torinese, così come lo sono con tutta probabilità i suoi complici che ora sono ricercati dai carabinieri di Varese. I militari stanno esaminando immagini delle telecamere: sia quelle nei pressi della casa teatro della tragedia che quelle lungo il percorso che i tre hanno compiuto per arrivare in ospedale.
I PRECEDENTI
Massa era un volto noto alle forze dell’ordine torinesi: aveva precedenti per furti e truffe. Nel 2018 venne arrestato dai carabinieri della compagnia di Venaria - con due complici - per una serie di raggiri agli anziani: stando agli inquirenti Massa e soci avevano a disposizione macchine, moto e scooter riverniciati con i colori e le insegne di Arma, polizia e finanza. Perché il trentasettenne risultava titolare di una società di autonoleggio, i mezzi da taroccare erano l’ultimo degli ostacoli. L’operazione aveva portato al recupero di circa 250mila euro tra gioielli e somme di denaro sottratti soprattutto a pensionate tra i sessantacinque e i novant’anni vedove e senza figli conviventi. Gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Nadia Calcaterra, stanno vagliando anche la posizione dei due soci catturati otto anni fa per capire se ieri mattina, insieme ad Adamo, ci fossero proprio loro.
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