DA VARESE ALLA THAILANDIA
La guerriera Titti: sangue e duri colpi
La varesina Galparoli, già due volte campionessa, sconfitta a Phuket agli internazionali di Muay thai. «Incontro pesante, al secondo round mi ha ferita al volto»
Una maschera di sangue. Un combattimento durissimo. Era la finale del campionato Muay thai, international super fight, disciplina di arti marziali thailandese, che si è disputata ieri, giovedì 12 febbraio, a Phuket, in una arena traboccante di pubblico. La varesina Veronica Titti Galparoli, già due volte campionessa, è stata sconfitta dalla tedesca Lena al termine appunto di un incontro senza esclusione di colpi. «Sì, è stato un incontro molto duro in quanto la mia avversaria era aveva molta più esperienza rispetto a me ed era anche molto più pesante e infatti al secondo round su cinque mi ha tagliato la faccia con una gomitata e ho dovuto combattere per i rimanenti round con un taglio sulla fronte e il volto pieno di sangue - spiega dalla Thailandia alla Prealpina la 25enne varesina, figlia di Piero Galparoli, già dirigente locale di Forza Italia e assessore provinciale -. Nonostante il mio angolo e i giudici mi dicessero di smettere di combattere, ho deciso di continuare, di non mollare perché alla fine questa è una gara, un combattimento. Non me la sono sentita di arrendermi anche se sapevo di aver già perso o comunque che stavo perdendo. Per me era più importante finire il combattimento e dare tutta me stessa». Guerriera.
La storia di Titti Galparoli, molto nota a Varese e molto seguita sui social, è davvero curiosa: dopo le scuole superiori nella Città Giardino, ha studiato nel Regno Unito, laureandosi in criminologia, e poi ha seguito la passione per le arti marziali stabilendosi appunto in Thailandia, dove è istruttrice in uno dei più prestigiosi centri di Muay thai e atleta professionista. «Varese resta nel cuore» ripete sempre.
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