LE OPINIONI
La Nasa ci mette il becco: “Plutino” tornerà Plutone?
Il suo nome, di origine romana, dato anche a un elemento chimico. Declassato 20 anni fa a pianeta nano, potrebbe riavere la sua nobiltà
Quanti sono i pianeti del sistema solare? Se avete almeno quarant’anni, non siete appassionati di geografia astronomica ed eravate distratti mentre era in onda il Tg che dava l’annuncio di una “bocciatura eccellente”, risponderete senza esitare: «Nove!!». E inizierete a snocciolare i loro nomi, così come quelli dei sette re di Roma «Romolo, Numa Pompilio... », come l’inizio della Commedia «Nel mezzo del cammin di nostra vita...» o come la squadra dell’Italia che vinse i mondiali dell’82 «Zoff, Gentile Cabrini....». Eh già, alle medie il prof fissato non lasciava scampo e bisognava conoscere a menadito la formazione planetaria: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone. Certo, i meno studiosi sparavano anche «Luna», beccandosi del somaro con allegati “4” sul registro e lancio del gesso o della spugna a seconda di quel che il prof aveva tra le mani, nel pieno del giurassico didattico di una decina di lustri fa.
Ma poi... Poi, povero lui, iniziò la triste decadenza di Pluto-Plutonis: quel nome, che a Roma era proprio del dio degli inferi, number one dell’oltretomba, gli era stato affibbiato nel 1930, quando era stato scoperto, perché era il più lontano dal caldo Sole, fonte della vita. Quale nome perciò più adatto per lui di quello del dio della morte? E così, baldanzoso, Plutone andò ad accodarsi agli altri otto fratelli ed ebbe il suo momento di gloria: il suo nome fu dato anche a un elemento chimico, il plutonio, e al cane - rimasto tale e non umanizzato - di Topolino, il mitico Pluto... Tuttavia, con il miglioramento dei mezzi tecnici, si scoprì che Plutone imbrogliava: per essere pianeta del sistema solare avrebbe dovuto rispettare tre regole, invece lui ne rispettava solo due. Sì, certo, orbitava attorno al Sole e aveva forma sferica. Ma, accidenti, non aveva fatto le pulizie: non aveva sgombrato la propria orbita dagli altri corpi celesti. E così, nel 2006, fu declassato a “pianeta nano” come i suoi dispettosi vicini Haumea, Makemake ed Eris, “residenti” nella stessa regione celeste, e come Cerere. Insomma, fu declassato a “Plutino”.
Ma un dio può arrendersi così facilmente? No, al limite si coalizza con un altro dio per tornare sull’Olimpo. E Plutone così ha fatto: si è alleato con il dio umano dello spazio, la Nasa. Il direttore di quest’ultima ha detto di avere le prove - e le esporrà presto - che riporteranno Plutone dove merita di stare, fra i pianeti di serie A. Ma non ditelo ai satelliti maggiori: Titano, Tritone e anche la nostra Luna sono più grandi di lui e potrebbero offendersi di brutto.
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