IL PROGETTO
Legnano, il bando non c’è: castello incompiuto
Dopo quasi 50 anni il restauro non è ancora terminato

La speranza dell’amministrazione comunale di Legnano era che fosse pubblicato qualche altro bando per ottenere fondi utili a completare il restauro del Castello, dando così una veste definitiva all’antico maniero sull’isola dell’Olona. Invece no. La zona delle stalle, di cui restano in piedi pochi ruderi lungo l’ala sud, resterà ancora transennata chissà per quanto: la rinascita è rimandata con la palla che passerà quasi certamente alla prossima amministrazione civica che uscirà dalle urne in primavera.
NIENTE FINANZIAMENTO
L’attuale giunta, in mancanza di finanziamenti specifici, ha infatti compiuto altre scelte per quanto riguarda le opere pubbliche: si sono privilegiate, tra le altre cose, la riqualificazione delle scuole, le sistemazioni di strade e marciapiedi, ed è stato portato avanti il progetto della nuova piscina dal costo di oltre 15 milioni di euro, di cui 2,5 finanziati con risorse Pnrr (vero che il privato realizzerà l’impianto, ma poi il Comune dovrà ripagare le rate del leasing). Il Castello è così rimasto escluso dopo che nel 2022 l’amministrazione Radice aveva partecipato a un bando regionale per ottenere fondi ad hoc da spendere per la “valorizzazione del patrimonio pubblico lombardo a fini culturali”. Nello specifico era stato presentato un progetto da 1,4 milioni, chiedendo un finanziamento di un milione tondo tondo sui 10 che Regione Lombardia aveva messo a disposizione. Il piano, che se realizzato avrebbe portato alla creazione di ulteriori spazi pubblici e aggregativi proprio dove c’erano le stalle, era però stato bocciato per soli 5 punti.
L’IDEA
L’idea dell’amministrazione partiva dal fatto che il Castello ospita già alcune esposizioni permanenti e ci sono gli spazi di quella che era stata pensata come pinacoteca: l’obiettivo era quindi «ricavare spazi polivalenti ad uso culturale integrati con uno spazio caffetteria e altri destinati all’ospitalità, residenza e creatività degli artisti». Non solo però conservare e ricostruire parzialmente il corpo di fabbrica esistente, ma anche «far rivivere, grazie alle nuove funzioni, l’intero complesso migliorandone fruibilità e offerta artistico-culturale». Il progetto, che avrebbe poi dovuto essere concordato nelle singole parti con la Soprintendenza, prevedeva per prima cosa operazioni di conservazione e restauro delle murature e degli altri altri elementi storici esistenti; quindi «l’inserimento di nuove strutture e collegamenti». Anche stavolta era chiaramente indicata la necessità di distinguere tra le superfici esistenti e quelle da ricostruire facendo ricorso a una copertura con lastre di alluminio e utilizzo di rivestimenti esterni sempre in lamiera. Tutto rimandato: il risultato è che il restauro del Castello, cominciato quasi 50 anni quando tutto stava cadendo a pezzi, non è di fatto ancora terminato.
UN LUNGO RECUPERO
Il compromesso di cessione del Castello, da parte degli eredi del marchese Cornaggia Medici all’amministrazione comunale di Legnano, risale al 1963, ma venne successivamente modificato nella sostanza e nella forma per un intervento dell’Autorità Tutoria. La cessione venne poi ulteriormente perfezionata e il Comune ha potuto avere piena disponibilità del complesso solo dal 1973. Un primo restauro del torrione centrale risale alla fine degli anni Settanta, mentre a metà anni Novanta avvenne il primo grande intervento per la salvaguardia delle mura. All’inizio degli anni Duemila, sotto l’amministrazione del sindaco Maurizio Cozzi, venne dato il via di un progetto complessivo di riuso delle storico maniero il cui nucleo più antico risale al XIII secolo: per il recupero dell’ala sud-ovest vennero stati spesi due milioni e 225mila euro, a cui si aggiunse la realizzazione della casa del custode (55mila euro) e la sistemazione del piazzale antistante l’ingresso con relativo impianto d’illuminazione (115mila euro). Nel 2009 quindi la partenza del restauro dell’ala nord-ovest con il discusso tetto in cristallo, imposto dalla Soprintendenza, costato un milione e 163mila euro. E ancora: a maggio del 2012 fu inaugurata l’esposizione permanente delle tre tele di Gaetano Previati insieme al museo dei costumi del Palio; e tra il 2012 e il 2013 è stata restaurata la cappella di San Giorgio all’interno delle mura (74 mila euro). L’ultimo intervento consistente è stato eseguito nel 2013 con il restauro dell’androne alla base del torrione (circa 40 mila euro). Il tassello mancante rimane quello delle stalle.
© Riproduzione Riservata