L’INTERVENTO
Ha un malore in casa, i suoi polmoni salvano un altro paziente
È la prima volta di un prelievo a cuore fermo non controllato per l’Asst Valle Olona
Il malore a casa, il tentativo di rianimazione eseguito sul posto e la corsa disperata al Pronto soccorso, che però non è bastata. Infine, davanti alla speranza che deve arrendersi all’evidenza, la donazione degli organi.
Pochi giorni fa all’ospedale di Busto Arsizio, per la prima volta nella storia della struttura cittadina, è stato eseguito l’espianto dei polmoni da un donatore di cui era appena stata accertata la morte. Il gesto – che tecnicamente viene definito prelievo da donatore a cuore fermo non controllato – è un inedito nella storia della sanità bustese: mai prima si erano verificate le condizioni per un espianto tanto complesso. E le prime parole della direttrice generale dell’Azienda sociosanitaria della Valle Olona, Daniela Bianchi, sono per la famiglia colpita dal lutto: «Rinnovo il mio sincero grazie al donatore e alla famiglia: perché in un momento di grandissimo dolore ha scelto di donare, ha scelto di essere un esempio di altruismo e amore. Ci insegna che si può trasformare una perdita in continuità, il dolore in speranza, la fine in un nuovo inizio».
I polmoni prelevati dai medici a Busto, adesso, permettono di respirare a un’altra persona a cui sono stati trapianti al Policlinico di Milano. Dopo le fasi preparatorie eseguite dall’équipe bustese specializzata, all’ospedale cittadino è giunta la squadra di chirurgia toracica del Policlinico per il completamento dell’intervento. In sequenza è stato svolto anche il prelievo dei tessuti grazie al supporto delle équipe regionali di riferimento.
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