L’ITINERARIO
Monte Generoso, dal lago alla vetta in 40 minuti
Riparte la stagione estiva della ferrovia ticinese, dal trenino panoramico ai sentieri nei boschi un’esperienza tra relax, escursioni e scorci unici
Uno scoiattolo che attraversa i binari. Il trenino che rallenta lievemente per attendere che l’animaletto zampetti dall’altra parte. Può succedere anche questo sulla ferrovia del Monte Generoso, una delle attrattive più spettacolari del nostro territorio. Il prodigio dell’uomo che, più di cent’anni fa, è riuscito a scavare nella roccia chilometri e chilometri di binari, in equilibrio con la natura.
Dopo gli ottimi risultati dell’inverno appena passato, quando la ferrovia è rimasta aperta per la terza stagione consecutiva, col mese di maggio riparte l’offerta dell’estate. Vuol dire che i treni in andata e ritorno passeranno da quattro a sette al giorno e si moltiplicheranno le possibilità di svago, tra visite, eventi e momenti enogastronomici. I dettagli si possono trovare in queste due pagine, oppure nel sito montegeneroso.ch.
Chiaramente il piatto “forte” della salita al Generoso è quello sul trenino arancio-blu con partenza da Capolago. Si tratta di un itinerario tra le Prealpi da vivere comodamente seduti, lasciandosi sorprendere dalla generosità di paesaggi naturali e di opere umane frutto di ingegno e visione. Nel primo tratto del percorso sulla cremagliera, la locomotiva si arrampica lungo un versante ripido, con i binari che sembrano quasi sospesi sopra la valle tra Riva San Vitale e Chiasso. In primo piano scorrono i vigneti, mentre lo sguardo si allarga fino al Monte San Giorgio, con il borgo di Meride ai suoi piedi. Attraverso le ampie vetrate del convoglio, i viaggiatori che abitano nelle vicinanze possono divertirsi a riconoscere i propri paesi, in un panorama che si apre lontano quanto le emozioni di questa lenta salita.
Ripensandoci, appare quasi incredibile che il 4 giugno 1890, su impulso del pioniere Carlo Pasta, venisse inaugurata la Ferrovia del Monte Generoso, inizialmente servita da treni a vapore e, dal 1941, entrata nella proprietà della Migros. Durante la Seconda guerra mondiale, la linea turistica sembrava destinata alla fine: si era persino pensato di smantellarla per vendere i binari come rottame. Fu però Gottlieb Duttweiler, fondatore di Migros, a intervenire personalmente, acquistando la ferrovia e salvandola dalla dismissione.
La seconda parte del tragitto, dopo la fermata di San Nicolao, si inoltra nel bosco. Qui spicca la faggeta attorno a Bellavista, dove si trova un grotto che propone una cucina regionale semplice, attenta e a chilometro zero. Da questa zona partono inoltre diversi sentieri per mountain bike ed escursioni a piedi, oltre ad aree picnic e spazi pensati per le famiglie.
Quando il trenino riprende la salita, la vetta è ormai vicina: la vegetazione si dirada e il paesaggio si apre. Sul lato destro si distende il versante più dolce del Monte Generoso, con vaste praterie che conducono lo sguardo verso la Valle di Muggio, fino al Monte San Primo e alle Grigne. A sinistra, invece, si aprono scorci improvvisi sul Lago Ceresio, sul Luganese e, nelle giornate più limpide, fino al Monte Rosa.
Dopo circa 40 minuti di viaggio si raggiunge il Fiore di Pietra, la struttura inaugurata nel 2017 e progettata dall’architetto Mario Botta, che ospita ristorante, self-service, terrazza panoramica e altri servizi per i visitatori.
Anche una volta in quota, le possibilità di escursione sono numerose. Per esempio si può raggiungere la cima del Monte Generoso lungo un comodo sentiero che conduce velocemente a quota 1.704 metri, con un dislivello di soli 100 metri. Volendo si può anche salire o scendere da Bellavista, accanto al percorso della ferrovia (400 metri di dislivello). Un giro decisamente più lungo parte da Scudellate, tocca Orimento e poi sale al Generoso, con rientro da Nadigh (800 metri di dislivello). Chi ama le ferrate può infine affrontare la via ferrata Angelino, che si sviluppa in circa 30 minuti sugli speroni rocciosi vicino alla vetta. Secondo la classificazione del Club Alpino Svizzero è di livello K3 con cavi, catene e alcune scale. In qualunque modo si arrivi quassù, alla fine della salita, resta solo una certezza: il panorama è fuori, ma l’emozione è dentro.
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