CAMPOBASSO
Morte avvelenate: sul papà 'possibile degradazione della ricina nel tempo'
(ANSA) - CAMPOBASSO, 24 APR - La negatività alla ricina
registrata nelle analisi del sangue di Gianni Di Vita, il papà e
marito di Sara e Antonella Di Ielsi - le due donne morte nei
giorni di Natale a Pietracatella per avvelenamento - potrebbe
essere causata dalla degradazione alla sostanza dovuta al
momento delle analisi effettuate. Lo riferisce la procuratrice
di Larino, Elvira Antonelli, pubblicando alcuni stralci delle
analisi del Centro antiveleni di Pavia che hanno certificato
l'"intossicazione acuta" da ricina nelle analisi del sangue
delle due vittime.
Il tossicologo ha evidenziato che "la negatività dei campioni
biologici riferibili a Giovanni Di Vita può ritenersi
compatibile sia con l'eventuale assenza della proteina nel
sangue al momento del prelievo, sia con la possibile
degradazione, anche completa, dell'analita, in ragione del tempo
trascorso tra il prelievo e l'esecuzione delle analisi".
Alla luce delle risultanze tossicologiche, non cambia la
posizione della Procura "in ordine alle ipotesi accusatorie per
cui si procede e alle posizioni giuridiche degli interessati".
La procuratrice infine fa sapere che "le indagini procedono a
tutto campo alla ricerca di elementi probatori e di riscontro su
quanto acquisito allo stato".
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