ROMA
Nel cielo di aprile stelle invernali ed estive si danno il cambio
(ANSA) - ROMA, 01 APR - Nel cielo di aprile le stelle che
hanno dominato nel corso della stagione invernale cedono
finalmente il posto a quelle della stagione estiva: mentre a
Sud-Ovest tramonta Sirio della costellazione del Cane Maggiore,
l'astro più brillante della volta celeste in questi ultimi mesi,
a Nord-Est sorgono Vega della Lira e Arturo del Bootes, le due
stelle che saranno protagoniste delle notti più calde. E lo
stesso - come ricorda l'Unione Astrofili Italiani (Uai) - accade
con le grandi costellazioni: nelle prime ore dopo il tramonto è
ancora possibile ammirare Orione, il Toro e i Gemelli, ma nel
corso della sera fanno la loro comparsa Cancro, Leone e Vergine,
seguite a notte inoltrata da Bilancia e Scorpione.
Venere e Giove continuano a essere i pianeti protagonisti
nelle prime ore serali ma, mentre per il primo aumenta ancora
nel corso del mese il periodo di osservabilità, per Giove man
mano si riduce. Mercurio, Marte e Saturno, invece, attraversano
un periodo poco favorevole: tutti e tre sorgono al mattino
presto e sono molto difficili da distinguere tra le luci
dell'alba.
Purtroppo, ciò renderà quasi impossibile ammirare le
suggestive e insolitamente affollate congiunzioni che si
verificheranno nella seconda metà di aprile. All'alba del 16 la
Luna sorgerà quasi contemporaneamente a Mercurio, Marte e
Saturno, e i tre pianeti si incontreranno di nuovo il mattino
del 20 aprile. Gli appassionati si potranno consolare con la
congiunzione tra Luna, Venere e Pleiadi la sera del 19 aprile, e
quella con il nostro satellite, Giove e le due stelle principali
dei Gemelli, cioè Castore e Polluce, la notte del 22.
Il cielo di aprile non offre sciami meteorici spettacolari
come quelli di agosto e dicembre, ma il panorama è comunque
ricco e interessante. Il mese è dominato da una miriade di
sciami minori, primo fra tutti quello delle Liridi,
caratterizzato da 15-20 meteore all'ora. Quest'anno il suo
picco, che cade il 22 aprile, avviene in condizioni ideali, alla
presenza solo di una sottile falce di Luna crescente. (ANSA).
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