NELL’EX MENSA
Nuove case all’ex Aermacchi
La riqualificazione del comparto rivela una novità: un nuovo edificio residenziale. L’area è in via Sanvito, a Varese, sul fronte opposto al maxi cantiere
C’era chi diceva che sarebbe arrivata un’assicurazione, chi un concessionario di auto. Fino a qualche giorno fa, passando di lì, ci si domandava cosa mai sarebbe sorto. Adesso il segreto è stato finalmente svelato: in quella che era la mensa dei dipendenti dell’ex Aermacchi – l’edificio ora demolito che si trovava in via Sanvito, a Varese, dall’altra parte rispetto allo stabilimento – sorgerà un complesso residenziale.
MASSIMO 5 PIANI
Si tratta di una palazzina moderna, circondata dal verde, che completerà il comparto in costruzione. Il progetto urbanistico deliberato dalla Giunta porta la firma dell’architetto Roberto Motta, professionista di Varese. L’indicazione è quella di un edificio residenziale moderno di massimo 5 piani, con circa 2.000 metri quadrati di superficie abitativa. Il seminterrato sarà destinato a cantine e autorimesse, mentre i piani superiori ospiteranno gli appartamenti. Successivamente dovrà essere elaborato e approvato il progetto edilizio.
PIANO ATTUATIVO
La conferma dell’intervento è datata 10 aprile, quando il Comune ha approvato il Piano Attuativo – conforme al Pgt vigente – relativamente all’area di via Sanvito, ricadente in tessuto TUC R2 e di proprietà della Società Verofin S.p.A. A una prima analisi, paiono positive le ricadute sul quartiere. L’intervento prevede diverse opere pubbliche (come marciapiedi e illuminazione), in parte già previste dall’intervento nell’ex sito industriale. In aggiunta, verrà realizzato un piccolo tratto di marciapiede in via Monte Tabor. La maggior parte degli abitanti non è ancora al corrente della palazzina in arrivo. Se i bar della zona avrebbero forse preferito un nuovo insediamento di uffici per alimentare il viavai di clienti, l’opinione pubblica sembra convergere sulla priorità assoluta: la riqualificazione di un comparto abbandonato da troppo tempo. Tra i residenti c’è chi osserva con ironia come «la zona dei benzinai sia ormai diventata quella dei supermercati», mentre resta acceso il dibattito sui benefici del salvataggio dei vecchi hangar: oggi sembrano scheletri minacciosi, ma anche testimonianze affascinanti di archeologia industriale. Come saranno valorizzati nell’intervento complessivo? L’attesa più grande è comunque per il completamento della piscina, dell’area verde e dei nuovi percorsi ciclo-pedonali.
RIGENERAZIONE URBANA
Sarebbe stato bello veder arrivare un museo, un parco o qualcosa del genere. Ma la rigenerazione urbana segue una logica pragmatica: può funzionare solo se è sostenibile economicamente per chi investe. In una città come Varese, dove il Pgt vuole limitare le nuove volumetrie, la carenza di edifici moderni ed efficienti dal punto di vista energetico è diventata un’emergenza evidenziata più volte dagli agenti immobiliari. In questo scenario, l’intervento sull’ex mensa – che richiama quello in via Carcano, a Biumo – rappresenta una soluzione virtuosa: rispondere alla domanda di nuove abitazioni senza consumare suolo.
NO CONSUMO DI SUOLO
È un circolo positivo: la rigenerazione chiama rigenerazione. Sostituire edifici non più utilizzati significa sicuramente cancellare una pagina della storia (qualcuno ancora ricorda i dipendenti della ex Aermacchi diretti in mensa), ma anche rinnovare la città rendendola più funzionale, nonché creare le basi per attirare nuovi residenti. Masnago si conferma così uno dei quartieri più dinamici e appetibili per gli investitori, forte di una posizione strategica vicino al centro, con lo sguardo che spazia fino al Campo dei Fiori. Una rinascita che si spera possa presto contagiare anche le aree ancora in attesa di un futuro, come quella di piazzale Staffora.
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