SUL PALCO
Parole, musica e battute: le “Storie sconcertanti” di Vergassola
Al teatro Sociale di Busto Arsizio lo spettacolo del comico spezzino
Cita la Giöbia parlando di dove avrebbe portata sua suocera e dice che «Busto Arsizio al confronto di La Spezia è Las Vegas». Dario Vergassola, venerdì sera – 30 gennaio – al teatro Sociale di Busto Arsizio con le sue “Storie sconcertanti”, dove le parole e le battute arrivano come un flusso di coscienza senza soluzione di continuità, passando dall’innamoramento alle Cinque Terre, dal «tacchinaggio» come lo faceva lui alle zie che vivevano in un paesino dove non arrivava nemmeno la strada. E raccoglie le risate del pubblico che lo segue con simpatia e al quale rende la stessa simpatia.
Dissacrante, ma mai volgare, il comico racconta storie di famiglia trovando sempre il modo di far sorridere, di porre davanti a momenti che sembrano quasi accomunare tutti, e lo fa con un ritmo e allo stesso tempo una pacatezza che sono le caratteristiche con cui lo si conosce, lo si segue e lo si apprezza. E anche quando ti aspetti che quella battuta si possa concludere proprio in quel modo, c’è sempre nel suo modo di fare e di porsi una nota quasi inaspettata, c’è un modo di narrare e far ridere che non ti aspetti, che ti cattura e fa correre la mente da una storia all’altra, senza mai spezzare il filo. E senza che lui, Dario Vergassola, il filo, lo perda mai. Non lo perde tra le parole e le storie, intervallate da qualche canzone in cui si accompagna con la chitarra. Solo sul palco, vestito di grigio su una scena fatta solo di teli scuri, ma capace di illuminare la platea con la sua verve e la sua simpatia.
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