LE ESEQUIE
L’addio a Bossi: il sole delle Alpi e il grido «secessione»
A Pontida i funerali del fondatore della Lega. Giorgetti il primo ad arrivare. Contestato Salvini
E’ Giancarlo Giorgetti il primo ad arrivare nel sagrato della basilica di San Giacomo a Pontida, oggi, domenica 22 marzo, per i funerali di Umberto Bossi, morto il 19 marzo scorso all’eta di 84 anni. Tutto intorno il popolo della Lega arrivato da varie parti d’Italia con bandiere, al coro di “Bossi, Bossi” e “Padania Libera”.
La bara avvolta nella bandiera
I militanti presenti urlano: «Padania! Padania!». Inizia il funerale all’abbazia di San Giacomo. La bara di Umberto Bossi è avvolta nella bandiera del sole delle Alpi, la prima della Lega. Un grande applauso dei militanti e il coro, “Bossi, Bossi. Grazie Umberto”, ha accolto il feretro del fondatore della Lega arrivato all’abbazia di San Giacomo a Pontida per l’ultimo saluto. Ad accogliere il feretro e la famiglia - la moglie Manuela e i figli - è stato Giorgetti, che ha abbracciato a lungo la moglie. Sul feretro di Bossi fiori bianchi e, appunto, la bandiera della Lega con il sole delle Alpi. Il feretro è arrivato accompagnato dal suono delle cornamuse.
I cori prima della benedizione
Dopo la celebrazione, all’uscita del feretro, prendono forza i cori dei militanti contro governo e unità nazionale: «Roma ladrona!», «Secessione», «Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore». Deve intervenire il ministro dell’Economia, il varesino e leghista Giancarlo Giorgetti, per fermarli. «Per cortesia» le sue parole, mengtre invita ad abbassare i toni con un eloquente gesto delle mani. All’uscita della bara, sulla scalinata, ecco ancora la bandiera con il sole delle Alpi.
Prima delle esequie
Un paio di urla: “Cialtrone, vergogna” dai militanti di Patto per il Nord quando il vicepremier, ministro dei Trasporti e attuale segretario della Lega, Matteo Salvini ,si avvicina ai militanti. Poi un «molla la camicia verde». Presente fin dalle prime battute di questo addio a Bossi, il delfino Marco Reguzzoni. Contestato e fischiato Mario Monti.
«Secessione»
Applauso e grido «libertà» all’arrivo del premier Giorgia Meloni e di Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Affari Esteri. Dai presenti si alza il coro «Secessione!».
Fontana: «Stella polare da Lassù»
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, presente a Pontida, commenta: «Oggi l’ultimo saluto al grande Capo. Nessun luogo migliore poteva essere scelto per il suo distacco dalla vita terrena. I raduni di Pontida sono stati una delle espressioni più vere e più alte di quello che è per me, e per molti come me, la Lega. La Lega dei terroritori, la Lega della gente, la Lega del Nord. Che porta alta i valori del federalismo e dell’autonomia». Poi conclude: «La Lega dell’Umberto che anche da lassù resterà per sempre la stella polare di un vero leghista».
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