LO SCENARIO
Provincia di Busto: «Mozione in Consiglio»
L’obiettivo che entusiasma la maggioranza è creare un valore aggiunto per tutto il territorio. La deputata Manuela Maffioli: «Ragioniamo oltre i campanili»
«Porteremo la mozione in Consiglio comunale, spero già il 30 giugno. E mi aspetto che la voti anche la minoranza: se vogliono bene a Busto, è il minimo». Il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli è ottimista ma adesso la partita è tutta in mano all’onorevole Manuela Maffioli. A Maffioli toccherà infatti l’onore e l’onere di depositare in parlamento la proposta di legge per far diventare Busto Arsizio co-capoluogo di provincia con Varese. Unica rappresentante bustocca a Montecitorio, leghista come i due artefici della proposta – il capogruppo in Consiglio comunale Simone Orsi e l’ex ministro Francesco Enrico Speroni –, Maffioli è decisamente la persona giusta per perorare la causa a Roma.
BRILLANTE INTUIZIONE
«Plaudo alla brillante intuizione di Simone Orsi e Francesco Speroni – commenta l’onorevole (e assessore con delega a Cultura e Identità) Maffioli –. Per quanto mi riguarda è gratificante e sfidante essere lo strumento attraverso cui questo progetto potrebbe concretizzarsi, o quantomeno cominciare un proprio percorso. Per la mia città sono disposta a fare tutto ciò che serve, mettendo il mio ruolo di parlamentare a disposizione della comunità». Ciò premesso, Maffioli sottolinea che «siamo ancora in una fase embrionale, che deve ancora prevedere il necessario e fondamentale confronto con tutto il territorio provinciale». Un percorso, insomma, «ancora da costruire», puntualizza la deputata del Carroccio. L’iter è proprio all’inizio, ma è comunque partito: appena è stata coinvolta, Maffioli ha cominciato ad avviare gli approfondimenti del caso con gli uffici legislativi. Certo il tempo non gioca troppo a favore (da qui al termine della legislatura manca solo un anno), ma c’è perlomeno la possibilità di impostare il lavoro, creando le condizioni affinché l’iter possa concludersi positivamente anche nei mesi successivi al “rompete le righe” alla Camera. L’ente attualmente guidato da Marco Magrini avrà in futuro “due teste”? I promotori Orsi e Speroni fanno leva sul fattore demografico, con Busto ormai stabilmente sopra Varese per numero di abitanti: «Ma ci sono molti altri elementi che renderebbero Busto Arsizio meritevole di diventare co-capoluogo – precisa Maffioli –. Parlo di infrastrutture, servizi, strutture sportive, sociali, culturali. Questa proposta di legge non è sicuramente un atto di presunzione, bensì il riconoscimento del reale valore della città. Di fatto – argomenta l’assessore/parlamentare –, il nostro territorio provinciale prevede già due baricentri, a nord e a sud, con specificità piuttosto diverse e riconoscibili. Si propone di prenderne atto, non certo perché Varese, da sola, non sia abbastanza rappresentativa, ma per creare un valore aggiunto». «Ragionare al di là delle logiche di campanile – afferma Maffioli – è sempre più una necessità».
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