L’EPISODIO
Quattro gattini abbandonati al cimitero
I cuccioli sono stati trovati e messi in salvo
I gattini erano puliti, in buone condizioni e, soprattutto, già abituati al contatto umano. Sono gli elementi che «fanno ragionevolmente sospettare» che ad abbandonarli tra le tombe del cimitero non sia stata mamma gatta, ma qualcuno che voleva liberarsi di loro.
Sono quattro i micetti ritrovati pochi giorni fa tra le sepolture a terra del camposanto cittadino. A convincere che dietro ci sia il gesto di qualcuno che l’ha fatto di proposito c’è anche un altro dato: lo scorso anno, sempre in questo periodo, altre tre gattini molto simili per colore a quelli appena trovati erano stati lasciati a se stessi nella medesima zona del cimitero. «Sono già stati informati l’amministrazione comunale e la polizia locale», spiega Monica Rizzelli, una delle tutor che si prendono cura delle colonie feline sparse per la città. «È stata inoltre richiesta la verifica delle telecamere presenti nella zona per accertare eventuali responsabilità. Ricordiamo che l’abbandono di animali è un reato, oltre a rappresentare un gesto crudele e irresponsabile. Abbandonare una cucciolata non è una soluzione».
Per adesso i gattini - tre femmine e un maschio - sono stati affidati a una struttura di Somma Lombardo che è la stessa convenzionata con il Comune di Cassano per il recupero degli animali randagi ritrovati sul territorio. La soluzione è temporanea, nella speranza che si trovi qualcuno disposto ad adottare le bestioline.
Il loro ritrovamento tuttavia riporta in luce il fenomeno dell’abbandono dei gatti che ogni anno mette in difficoltà volontari e amministrazioni. Nel caso dei quattro micetti recuperati al cimitero, la loro messa in sicurezza è avvenuta grazie a una coppia - mamma e figlio - che ha notato i gattini tra una lapide e l’altra: I due hanno dato un primo aiuto in attesa dell’arrivo delle volontarie. Alcune donne che si trovavano al cimitero hanno dato inoltre una mano per recuperare il quarto cucciolo che non s’era ancora fatto prendere. Oltre all’amministrazione comunale e alla polizia locale, dell’intera vicenda si è già interessata anche l’Ats.
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