LE BESTIE
Schiave del sesso
Due rumene, una minorenne, salvate dalla polizia di Rho: i "fidanzati" connazionali le avevano costrette a prostituirsi
Le hanno convinte a uscire dalla Romania per segurli nella loro avventura italiana: la ventiseienne avrebbe coronare il sogno di ballare in un locale notturno, la diciassettenne avrebbe trovato subito impiego come baby sitter.
In realtà, i rispettivi "fidanzati" delle due giovani rumene - rispettivamente un venticinquenne e un ventiquattrenne pure rumeni - avevano già deciso come impiegarle. E la sera di martedì 19 agosto, verso le ore 19.30, i primi due giorni da incubo trascorsi in Italia dalle due ragazze hanno avuto fine.
Sono stati i poliziotti del Commissariato di Rho, in collaborazione con personale del Comando di polizia locale a far scattare le manette ai polsi dei due aguzzini: Radu Valerian Plosnita, 25 anni, senza fissa dimora e Elvis Gruia, ventiquattrenne con precedenti di polizia, entrambi denunciati per concorso in induzione e sfruttamento della prostituzione in danno di minore.
Le due ragazze erano state infatti subito costrette a prostituirsi in un appartamento di via Capuana, a Rho. Per far uscire la minorenne dalla Romania, Plosnita aveva anche falsificato una sorta di atto notarile col quale si assicurava il consenso dei genitori della diciassettenne all'espatrio insieme con lo stesso Plsonita. Per convincere invece la maggiorenne a esercitare il "mestiere", Gruia avrebbe usato la violenza, cagionando alla fidanzata lesioni giudicate poi guaribili, dai medici di Rho, in una decina di giorni.
Le due ragazze, dopo quarantott'ore di vessazioni (erano costrette a dormire coi loro due "carcerieri" a bordo di una Bmw parcheggiata sempre in via Capuana) sono state sorprese dalla p9olizia nell'appartamento in cui ricevevano i clienti e grazie all'aiuto di un interprete, hanno raccontato il motivo per il quale si prostituivano.
I due fidanzati-sfruttatori sono stati arrestati poche ore dopo che le giovani erano state affidate a una casa protetta. Con loro, i due delinquenti, avevano documenti falsi, le sim utilizzate per parlare con le ragazze e soldi provento dell'attività illegale: immediato il loro trasferimento in una cella del carcere di San Vittore, a Milano.
Altro servizio sulla Prealpina in edicola giovedì 21 agosto.
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