ROMA
Sperimentazione e prog, disco atipico per i 30 anni in musica di Gazzè
(di Cinzia Conti)
(ANSA) - ROMA, 12 MAG - Frammenti e idee trascurate nel
tempo, tutto alla frequenza di 432 Hz in un progetto tra
sperimentazione pura e suggestioni progressive. Max Gazzè
festeggia i trent'anni dal suo debutto discografico con
"L'ornamento delle cose secondarie", un disco "atipico" - come
spiega lui stesso in un incontro nella cornice acustica della
Sala Voce della Triennale di Milano - che uscirà il 15 maggio.
La scelta eretica di suonare tutto alla frequenza di 432 Hz è
il cuore del progetto e Gazzè la definisce come come una vera e
propria "resistenza etica" al suono digitale standardizzato dei
440 Hz, una sperimentazione volta a ritrovare risonanze più
organiche e naturali, simili a quelle usate da Mozart o Bach, e
sostenute in passato anche da Giuseppe Verdi. "Per farlo -
spiega l'artista - non abbiamo usato alcuno strumento
campionato: tutto ciò che sentirete è reale. Abbiamo registrato
in uno studio immerso nelle campagne tra Lecce e Brindisi,
portando al limite la ricerca sonora: un artigiano di Bogotà ha
costruito appositamente un vibrafono accordato a questa
frequenza e abbiamo atteso giorni perché il pianoforte e gli
archi del Petruzzelli di Bari si assestassero su questa
intonazione".
Per catturare questa purezza e artigianale, da "orecchio
chimico", Gazzè spiega di aver "utilizzato microfoni valvolari
storici e registrato su nastro magnetico, usando persino dei
timpani di batteria come risuonatori a terra per filtrare le
armoniche. Ogni strumento è il risultato di un incastro perfetto
tra 9 e 12 microfoni diversi, per far convivere ogni minima
vibrazione". Notevole anche la scelta di lasciare intatti gli
errori e le imperfezioni del nastro contro l'egemonia e
l'appiattimento del computer che corregge tutto. Gazzè racconta
anche di aver usato banchi analogici e nastri che "puzzavano di
fritto" perché "bruciavano condensatori, pur di evitare la
conversione digitale in codice binario e mantenere
l'elettromagnetismo puro dello strumento".
Il titolo dell'album nasce da una visione quasi fotografica
della vita: "Quando scatta una foto, non cerca il soggetto al
centro, ma osserva prima la composizione delle ombre.
L'obiettivo è dare importanza ai dettagli marginali affinché
diventino primari, riflettendo una nuova consapevolezza che
arriva con il procedere dell'età". Con questi venti brani Gazzè
ha voluto dare un senso compiuto "a bozze rimaste in sospeso,
lavorando sulla musicalità intrinseca delle parole". "Ho ripreso
- dice - alcuni testi di mio fratello, già parzialmente adattati
per i miei primi due album del '96 e del '98, e li ho lasciati
liberi di guidare la musica attraverso le loro assonanze e rime
interne. Il risultato è un lavoro dalle strutture aperte, quasi
"progressive", dove la melodia segue il suono naturale del testo
senza l'obbligo della classica forma canzone". Alcuni titoli del
passato come "L'eremita" e "Sul filo" riemergono trasformati e
riletti con la consapevolezza del 2026 in una "Parte II". Poi ci
sono la perdita delle illusioni e e la trasformazione verso
l'essenziale de "Il contadino magro", la responsabilità morale e
la tensione verso la giustizia de "La legge dell'etica", la
denuncia politica contro la mercificazione del mondo e la
chiamata alla responsabilità collettiva di "Terra Madre",
l'organo Hammond faticosamente accordato de Il matrimonio di tua
figlia, i monologhi drammatici di "Io, Giuda" che dà voce al
traditore per eccellenza mentre chiede perdono.
Nell'incontro milanese non manca l'omaggio commosso a Franco
Battiato, ricordato come una figura paterna e ironica: "Non mi
faceva salire sul palco senza prima aver ascoltato una
barzelletta in inglese". Gazzè lo incontrò nel 1996 e Battiato,
che solitamente non faceva aperture, ascoltò i suoi brani
acustici e gli chiese di aprire l'intero tour di 'L'ombrello e
la macchina da cucire'.
Il viaggio sonoro di questo album sboccherà in un tour
autunnale che punta sulla formula della "residenza artistica":
Gazzè abiterà i palchi dei teatri italiani per tre sere
consecutive in ogni città, partendo da Spoleto il 10 ottobre e
toccando Mestre, Palermo, Napoli, Milano e molte altre piazze,
prima di chiudere con una maratona di cinque date all'Auditorium
Parco della Musica di Roma dal 26 al 30 dicembre. Prima del
tour, l'artista incontrerà il pubblico negli instore di Roma,
Milano, Torino e Bologna a partire dal giorno dell'uscita.
(ANSA).
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