L’ESPERIENZA
Studenti attori per la legalità sul palco del Sociale
I ragazzi di seconda e terza media dell’Istituto Comprensivo “Carlo Carminati” hanno messo in scena lo spettacolo “I bersaglieri: cultura e legalità”, ispirato alla figura di Giovanni Falcone
Un gruppo di studenti di seconda e terza media dell’Istituto Comprensivo “Carlo Carminati” di Lonate Pozzolo è entrato in scena e si è trasformato per un giorno in una compagnia di attori per la legalità. È accaduto qualche giorno fa al Teatro Sociale di Busto Arsizio in occasione dell’evento voluto e organizzato dalla Fanfara lonatese Tramonti Crosta e ribattezzato “I bersaglieri: cultura e legalità”.
IL PROGETTO PREMIATO DALLA REGIONE
I ragazzi lonatesi sono saliti sul palco davanti a seicento persone con lo spettacolo liberamente ispirato al romanzo “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, come parte attiva del progetto legalità dell’Istituto guidato dalla dirigente scolastica Maria Pina Cancelliere e che mira a formare cittadini consapevoli, responsabili e attenti ai valori imprescindibili della giustizia e del rispetto. C’è da dire anche che questo progetto, insieme alla mostra collegata, ha ricevuto recentemente un importante riconoscimento di Regione Lombardia a conferma della bontà del lavoro svolto. Gli studenti sono stati guidati dalle docenti del Carminati Domenica Musumeci e Melissa Derisi e hanno intrapreso un percorso non soltanto teatrale ma profondamente umano attraverso quella capacità di confrontarsi con temi fondamentali quali coraggio, responsabilità e memoria civile.
IL RICHIAMO A GIOVANNI FALCONE
Al pubblico presente a Busto Arsizio – c’erano anche il sindaco Elena Carraro, l’assessore alla Pubblica istruzione Andrea Colombo, il sindaco di Busto Emanuele Antonelli e rappresentanze delle forze dell’ordine – gli studenti lonatesi hanno proposto il dialogo tra un padre e un figlio sul significato del nome Giovanni in riferimento alla figura del giudice antimafia Giovanni Falcone. Dicono le docenti: «Salire un palco così importante per i ragazzi ha significato una vera e propria sfida personale in grado di vincere l’emozione fermo restando che l’intero lavoro di preparazione sia stato realizzato senza alcun finanziamento ma con la libera adesione volontaria e l’impegno delle professoresse che hanno creduto fortemente nel valore educativo di questa esperienza». Questa iniziativa si è inserita all’interno del più ampio impegno del Comprensivo “Carlo Carminati” all’interno della rete del Centro di Promozione della Legalità (CPL) di tutta la provincia di Varese.
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